Durante
il
conflitto
bosniaco
il
cantone
di
Tuzla è
stato
dichiarato
enclave
per
tutti
i profughi
provenienti
dalle
zone
di Srebrenica,
Bratunac e altre
città
della
zona
di
Podrinje. Sono
stati
160.000
i profughi
ospitati
dal
cantone
di
Tuzla,
con
grande
difficoltà,
sia
per
l'endemica
disoccupazione
(solo
il
30%
della
popolazione
locale
ha
un
lavoro,
mentre
tra
i profughi
la
disoccupazione
raggiunge
il
95%),
sia
per
la
mancanza
di
spazi
abitativi.
I Centri
Collettivi (campi
profughi)
sono
quindici,
uno
dei
più
grandi,
in
località
Mihatoviči,
15
Km
da
Tuzla,
ha
ospitato
fino
a duemila
profughi,
e tutt'ora
non
è
dotato
di
acqua
corrente.
Tuzlanska
Amica nasce
a Tuzla nel
1994.
È
formata
da
un'équipe
di
donne,
tra
cui
psicologi
e medici,
e offre
assistenza
alle
donne
e ai
loro
bambini,
aiutandoli
a superare
i traumi
subiti
durante
la
guerra.
La
struttura
è
uno
dei
risultati
del
progetto Ponti
di
donne
attraverso
i confini,
portato
avanti
dall'associazione
bolognese Spazio
pubblico
di
donne,
grazie
anche
a un
finanziamento
iniziale
dell'Unione
Europea,
al
quale
si
sono
aggiunti
contributi
dal
Comune
di
Bologna e da
altri
enti
ed
istituzioni
nazionali.
L'obiettivo
primario
era
quello
di
offrire
aiuto
e supporto
psicologico
alle
donne
rimaste
vittime
di
stupri
etnici.
La
struttura
è
anche
un
centro
di
documentazione
e ricerca
sulla
condizione
femminile.
In
questi
ultimi
anni,
tuttavia,
il
massiccio
arrivo
dei
profughi
e l'alto
numero
di
bambini
orfani
ha
fatto
sì
che
l'intervento
abbia
dovuto
essere
orientato
verso
aiuti
di
tipo
umanitario
e di
prima
necessità,
primo
tra
tutti
il
progetto
I
bambini
hanno
bisogno
di
una
famiglia.
Tuzlanska
Amica è
formata
da
circa
venti
persone,
prevalentemente
donne
di
diverse
etnie,
in
grado
di
rispondere
a bisogni
di
tipo
psicologico
e sanitario.
Responsabile
di
dell'associazione
è
la
neurospichiatra
Irfanka
Pašagić,
originaria
di
Srebrenica,
e quindi
profuga
anch'essa.
È
stata
ospite
del
10°
Congresso
delle
Nazioni
Unite tenutosi
a Vienna
il
14
Aprile
2000,
dove
si
è
trattata,
tra
le
altre,
la
sindrome
Ptsd (Post
traumatic
stress
disorder),
di
cui
sono
affetti
più di un milione di bosniaci
(fonte Who).
Nel
luglio
2005
ha
ricevuto
a Bolzano il Premio
Alexander
Langer per
la
sua
instancabile
e preziosa
attività.
Nel
1997
si
è
esaurito
il
finanziamento
dell'UE,
ed
è
terminato
il
programma
degli
aiuti
alimentari,
ma
il
progetto
ha
continuato
ad
essere
sostenuto
grazie
ai
Cralt
Telecom
Emilia
Romagna e Liguria, all'associazione Affido
per
Affido di
Bagnolo
in
Piano (Re),
all'associazione Adottando (Bo)
e,
appunto,
a Macondo
Tre (Sp).
Attualmente
i bambini
facenti
parte
del
progetto I
bambini
hanno
bisogno
di
una
famiglia sono
circa
novecento.
Il
giorno
8 ottobre
2005
Tuzlanska
Amica ha
finalmente
inaugurato
la Casa-Famiglia a Tuzla,
indirizzata
ai
ragazzi
che
al
compimento
di
diciotto
anni
devono
uscire
dall’orfanatrofio.
L'acquisto
e la
ristrutturazione
dell'edificio è
stata
resa
possibile
dalla
Regione
Emilia
Romagna,
dall'associazione Adottando e dalle
altre
associazioni
che
collaborano
con
Tuzlanska
Amica.
Ma
soprattutto
è
stata
resa
possibile
dal
grandissimo
impegno
e dalla
tenace
dedizione
di
questo
gruppo
di
persone
straordinarie.
I bambini
che
usciranno
dall'orfanatrofio
avranno
così
una
speranza
in
più
per
entrare
nel
mondo
degli
adulti.
Dal 3 al
9 giugno
2007 Tuzlanska
Amica ha
anche
organizzato,
in
occasione
dei
suoi
primi
quindici
anni
di
attività, la Settimana
dei
bambini,
una
manifestazione
dedicata
agli
amici
italiani
che
cooperano
con
questa
associazione: qui il
programma
ufficiale.
Per
chi
volesse
mettersi
in
contatto
con
Tuzlanska
Amica
la
casella
di
posta
elettronica
è tz-amica@bih.net.ba.