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ultimo
aggiornamento
26.01.06 14:18
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Gigi
Riva,
giornalista
 professionista,
vanta
esperienze
al
Gazzettino
di
Venezia,
al
Giorno,
a Repubblica
e in
televisione
come
collaboratore
di
Gad
Lerner
nel
programma
Pinocchio.
Ha
seguito
le
guerre
dei
Balcani,
in
Croazia
e Bosnia
come
inviato
speciale
sino
al
1996,
conflitti
sui
quali
ha
scritto
due
libri
( Jugoslavia
il
nuovo
Medioevo,
con
Marco
Ventura,
Mursia
1992
e L’Onu
è
morta
a Sarajevo,
con
Zlatko
Dizdarevic,
Il
Saggiatore
1995)
e due
film
( Il
Carniere,
con
Marco
Bechis,
e Nema
Problema,
con
Arturo
Curà).
Attualmente
è
inviato
speciale
del
settimanale
L'
Espresso. |
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Ratko
Mladic
Da
“La
guerra
dei
dieci
anni”
a cura
di
Alessandro
Marzo
Magno
–
Il
Saggiatore
2001 |
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Più
volte
l'hanno
dato
per
morto,
ma
il
generale
Ratko
Mladic,
58
anni,
ricercato
dal
Tribunale
dell'Aja
per
genocidio,
conosciuto
nel
mondo
con
l'appellativo
di
"boia
di
Srebrenica",
si
gode
la
pensione
a
Belgrado,
dove
un
giornalista
che
tentava
di
intervistarlo
lo
ha
visto
affacciarsi
a
un
balcone
della
sua
casa
nel
sobborgo
di
Banovo
Brdo,
dove
non
disdegna
i
luoghi
pubblici,
compreso
lo
stadio
quando
gioca
la
Stella
Rossa,
anche
se,
dopo
la
vittoria
di
Kostunica,
sembra
preferire
luoghi
più
sicuri,
come
rivela
la
Neue
Zürcher
Zeitung.
Nasce
il
12
marzo
del
1943
a
Bozinovici,
un
paese
dell'Erzegovina
occidentale,
e
gli
viene
imposto
quel
nome,
Ratko,
cioè
Guerriero,
che
sembra
una
predestinazione.
Ha
solo
due
anni
quando
il
padre,
partigiano
titino,
è
ucciso
dagli
ustascia.
Nonostante
qualche
carenza
nella
lingua
russa
(esame
fondamentale)
entra
nell'Accademia
militare
di
Zemun,
dove
si
diploma
nel
1965,
il
migliore
del
suo
corso.
Si
iscrive
alla
Lega
dei
comunisti.
Dopo
il
servizio
militare
in
Macedonia,
frequenta
l'Accademia
di
comando
tattico
dove
ancora
si
rivela
il
migliore.
La
sua
carriera
procede
però
lentamente
e
nel
1991
è
ancora
uno
dei
tanti
ufficiali
del
corpo
"Pristina",
incaricato
di
controllare
la
frontiera
tra
Albania
e
Jugoslavia.
Ma
l'esplodere
della
guerra
segnerà
anche
la
sua
ascesa.
Nel
giugno
di
quell'anno
viene
infatti
trasferito
a
Knin.
Mladic
appoggia
le
rivendicazioni
secessioniste
dei
serbi
della
Krajina
e
pianifica
le
prime
azioni
militari
contro
la
Croazia.
Nel
gennaio
del
1992
lo
spostano
in
Macedonia
per
coordinare
il
ritiro
dell'esercito
jugoslavo
da
quella
repubblica
meridionale.
Nella
primavera
dello
stesso
anno
è
nominato
comandante
dell'esercito
della
Repubblica
serba
di
Bosnia.
Nel
1994
la
figlia
Ana,
23
anni,
studentessa
in
medicina,
si
suicida
a
Belgrado
in
circostanze
mai
chiarite.
Secondo
alcuni
amici
si
sarebbe
decisa
al
gesto
perché
si
vergognava
del
padre.
Ratko
Mladic
viene
destituito
dalle
sue
funzioni
di
capo
di
stato
maggiore
dell'esercito
serbobosniaco
nel
novembre
1996
dall'allora
presidente
della
Repubblica
serba
Biljana
Plavsic.
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