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le courrier des balkans
 
Le Courrier des Balkans - 30 marzo 2004
dell'"Association Sarajevo", 30 marzo 2004 -
[versione italiana]
 

ultimo aggiornamento
30.09.05 7:31

 
 
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le hdz demande la dissolution de la fédération
 
Le HDZ de Bosnie-Herzégovine affirme sa position séparatiste en officialisant son projet de dissolution de la Fédération de Bosnie-Herzégovine. La presse bosniaque émet l’hypothèse que celle-ci serait transformée en dix cantons dès 2006...
 
C’est désormais officiel : le HDZ (Union démocratique croate), l’un des trois partis nationalistes actuellement au pouvoir, a déposé un projet de loi tendant à dissoudre l’actuelle Fédération de Bosnie-Herzégovine, ses compétences se voyant transférées aux cantons et à l’Etat de la Bosnie-Herzégovine. Cette décision, prise dès le mois de janvier dernier, s’est vue confirmée officiellement le 24 mars dernier.
Selon la presse de Sarajevo, la Fédération de Bosnie-Herzégovine serait abolie d’ici 2006, les l0 cantons qui la composent se transformant alors en de véritables petits Etats. L’un des dirigeants du HDZ, Franjo Boras, avait proposé récemment que la Bosnie-Herzégovine soit organisée en trois groupes de cantons « ethniques ». Sans évoquer le cas de la Republika Srpska.
Le quotidien « Oslobodjenje » a publié un commentaire rappelant à quel point le HDZ suit sa logique de séparatisme. Ce parti s’est d’ailleurs élevé contre l’unification de la ville de Mostar et la réforme de l’éducation, telles que soutenues par le Haut-Représentant.
On apprend par ailleurs que les ministres du HDZ faisant partie du gouvernement fédéral vont regagner leurs postes suite à un accord de dernière minute avec les dirigeants du SDA, du HDZ et du SB-H (Parti pour la Bosnie-Herzégovine), avec lesquels ils partagent le pouvoir. Le HDZ avait en effet décidé de boycotter les autorités administratives de la Fédération, à tous les niveaux.
Ces nouvelles circonstances démontrent la volonté des partis au pouvoir de renforcer leurs positions, à un moment où les critiques se font de plus en plus fortes.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)
 
L'Hdz chiede la dissoluzione della Federazione - L'HDZ della Bosnia Erzegovina ribadisce la sua posizione separatista ufficializzando il suo progetto di dissoluzione della Federazione della Bosnia Erzegovina. La stampa bosniaca ipotizza che lo stato potrebbe essere trasformato in dieci cantoni già a partire dal 2006...
 

È ormai ufficiale: la HDZ (Unione Democratica Croata), uno dei tre partiti nazionalisti attualmente al potere, ha depositato un progetto di legge che tende a dissolvere l’attuale Federazione di Bosnia Erzegovina, trasferendo le sue competenze ai cantoni e allo Stato di Bosnia Erzegovina. Questa decisione, presa dal mese di gennaio scorso, si è vista confermata ufficialmente il 24 marzo scorso.
Secondo la stampa di Sarajevo, la Federazione di Bosnia Erzegovina sarebbe stata abolita entro il 2006, i 10 cantoni che la compongono si trasformerebbero in veri piccoli stati. Uno dei dirigenti della HDZ, Franjo Boras, aveva proposto recentemente che la Bosnia Erzegovina fosse organizzata in tre gruppi di cantoni “etnici”. Il caso della Republika Srpska non è stato menzionato.
Il quotidiano “Oslobodjenje” ha pubblicato un commento che ricordava a quale punto la HDZ segua la sua logica di separatismo. Questo partito d’altra parte si è levato contro l’unificazione della città di Mostar e la riforma dell’educazione come sostenute dall’Alto Rappresentante.
Si apprende d’altra parte che i ministri della HDZ, facendo parte del governo federale, riguadagnano le loro posizioni in seguito ad un accordo dell’ultimo minuto con i dirigenti dello SDA e dell’HDZ e del SB-H (Partito per la Bosnia Erzegovina), con i quali condividono il potere.
La HDZ aveva infatti deciso di boicottare le autorità amministrative della Federazione a tutti i livelli. Queste nuove circostanze dimostrano la volontà dei partiti al potere di rinforzare le loro posizioni in un momento in cui le critiche si fanno sempre più forti.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)

 
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traduzione in francese del Courrier des Balkans
traduzione in italiano della professoressa Stefania Sabatini Morfini
 
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