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le courrier des balkans
 
Le Courrier des Balkans - 22 dicembre 2005
di "B92", 15 dicembre 2005 -
[versione italiana]
 

ultimo aggiornamento
19.01.06 19:06

 
 
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Rroms en Bosnie : discriminations au maximum
 
80 à 100.000 Rroms vivraient en Bosnie-Herzégovine, un des pays des Balkans où les discriminations sont les plus frappantes. Beaucoup d’enfants ne sont pas scolarisés, et les Rroms n’ont pas de représentants politiques ni de fort mouvement d’affirmation sociale
 
Le robinet situé au centre du quartier rrom de Varda, dans les environs de Kakanj, en Bosnie centrale, représente l’unique source d’eau pour 350 habitants, installés dans les bicoques sans eau et canalisation urbaine.
« Aucun enfant ne va à l’école ici. Quand on leur demande une explication, ils disent qu’ils n’ont pas d’eau ni de savon pour se laver et que les autres enfants refusent de s’asseoir à côté d’eux », explique la présidente de l’Association pour les peuples menaçés en Bosnie-Herzégovine, Fadila Memisevic, en parlant du projet « Les relations avec les Roms sans préjugés ».
D’après elle, le quartier de Varda n’est pas une exception, et la discrimination des Rroms est plus forte en Bosnie-Herécegovine que dans d’autres pays des Balkans. Leur situation est devenue très inquiétante durant la guerre, et les conditions de vie difficiles font que très peu de Roms vivent au-delà de 50 ans.
Les représentants de la mission de l’OSCE en Bosnie -Herzégovine pensent que le manque de vêtements et l’impossibilité d’acheter les manuels nécessaires représentent les raisons les plus fréquentes de l’absence des enfants rrom des écoles, même dans les cas où les parents sont favorable à la scolarisation.
« Le bas niveau de formation des Rroms s’explique par les discriminations et le manque d’acceptation des Roms comme citoyens égaux, ainsi que par l’inconscience des Rroms eux-mêmes par rapport à l’obligation légale et à la nécessité de l’éducation », explique Sanela Besic, coordinatrice du Conseil des Rroms de Bosnie-Herzégovine.
L’exclusion du système de l’éducation entraîne un grand taux de chomage parmi les Rroms, ce qui rend difficile leur participation dans la société et l’amélioration de leur situation économique. Selon les experts, la création des programmes sociaux et d’éducation doit être une priorités dans les tentatives d’intégration sociale des enfants rrom.
« La faiblesse politique est un autre désavantage des Rroms. Ils sont inactifs, leur présence dans les partis politiques n’est pas organisée », ajoute Fadila Memisevic, qui propose une émission mensuelle du programme en langue rromani sur la télévision publique.
Les Rroms constituent la minorité la plus nombreuse de la Bosnie-Herzégovine, qui compte environ quatre millions d’habitants. D’après les données du Conseil des Rroms, ils sont entre 80 et 100 000. Il est difficile de donner un chiffre précis, parce que les statistiques officielles sur le sujet n’existent pas. Lors du recensement de 1991, seules 8.864 personnes ont déclaré la nationalité rrom, puisque beaucoup d’eux se déclaraient Musulmans, Serbes ou Croates pour échapper aux discriminations.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)
 
Rom in Bosnia: discriminazioni al massimo - Dagli 80 ai 100.000 Rom vivrebbero in Bosnia Erzegovina, uno dei paesi balcanici in cui le discriminazioni sono tra le più profonde. Molti bambini non vanno a scuola, e i Rom non hanno rappresentanti politici, né un forte movimento di affermazione sociale
 

Il rubinetto situato al centro del quartiere Rom di Varda, nei dintorni di Kakanj, in Bosnia centrale, rappresenta l'unica sorgente d'acqua per 350 abitanti che vivono in catapecchie senza acqua né fognature.
"Nessun bambino va a scuola qui". Quando si chiede loro una spiegazione, rispondono che "non hanno acqua né sapone per lavarsi e che gli altri bambini si rifiutano di sedersi accanto a loro", spiega la presidentessa dell'Associazione per le popolazioni minacciate in Bosnia Erzegovina, Fadila Memisevic, parlando del progetto "Le relazioni con i Rom senza pregiudizi".
Dal suo punto di vista, il quartiere di Varda non è un'eccezione e la discriminazione dei Rom è più forte in Bosnia Erzegovina che negli altri paesi balcanici. La loro situazione è diventata molto preoccupante durante la guerra, e le difficili condizioni di vita fanno sì che ben pochi Rom vivano oltre i cinquant'anni.
I rappresentanti della missione dell’OSCE in Bosnia Erzegovina pensano che la mancanza di indumenti e l'impossibilità di comprare i libri necessari siano le ragioni più frequenti per spiegare l'assenza dei bimbi Rom dalle scuole, anche nel caso in cui i genitori siano favorevoli alla loro scolarizzazione.
"Il basso livello di formazione dei Rom si spiega con le discriminazioni e la mancata accetazione dei Rom come cittadini di pari diritti, ma anche per l'incoscienza dei Rom stessi in rapporto all'obbligo legale e alla necessità di educazione", spiega Sanela Besic, coordinatrice del del Consiglio dei Rom in Bosnia Erzegovina.
L'esclusione dal sistema dell'educazione è alla base di un grande tasso di disoccupazione tra i Rom, cosa che rende difficile la loro partecipazione nella società e il miglioramento della loro situazione economica. Secondo gli esperti, la creazione di programmi sociali e di educazione deve diventare una priorità nei tentativi di integrazione sociale dei bambini Rom.
"La debolezza politica è un altro svantaggio per i Rom. Sono inattivi, la loro presenza nei partiti politici non è organizzata", aggiunge Fadila Memisevic, che propone una trasmissione mensile del programma in lingua Rom sulla televisione pubblica.
I Rom costituiscono la minoranza più numerosa della Bosnia Erzegovina, che conta all'incirca quattro milioni di abitanti. Dai dati del Consiglio dei Rom, essi sono tra gli 80 e i 100 000. È comunque difficile avere una stima precisa, perché le statistiche ufficiali sull'argomento non esistono. Durante il censimento del 1991, solo 8.864 persone hanno dichiarato di essere di nazionalità Rom, in quanto la maggior parte si era dichiarata Musulmana, Serba o Croata, allo scopo di sfuggire alle discriminazioni.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)

 
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traduzione in francese di Jasna Andjelic (Courrier des Balkans)
traduzione in italiano di Macondo Tre
 
 
 
 
 
 
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