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ultimo
aggiornamento
19.01.06 19:06
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 80
à
100.000
Rroms
vivraient
en
Bosnie-Herzégovine,
un
des
pays
des
Balkans
où
les
discriminations
sont
les
plus
frappantes.
Beaucoup
d’enfants
ne
sont
pas
scolarisés,
et
les
Rroms
n’ont
pas
de
représentants
politiques
ni
de
fort
mouvement
d’affirmation
sociale |
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Le
robinet
situé
au
centre
du
quartier
rrom
de
Varda,
dans
les
environs
de
Kakanj,
en
Bosnie
centrale,
représente
l’unique
source
d’eau
pour
350
habitants,
installés
dans
les
bicoques
sans
eau
et
canalisation
urbaine.
« Aucun
enfant
ne
va
à
l’école
ici.
Quand
on
leur
demande
une
explication,
ils
disent
qu’ils
n’ont
pas
d’eau
ni
de
savon
pour
se
laver
et
que
les
autres
enfants
refusent
de
s’asseoir
à
côté
d’eux »,
explique
la
présidente
de
l’Association
pour
les
peuples
menaçés
en
Bosnie-Herzégovine,
Fadila
Memisevic,
en
parlant
du
projet
« Les
relations
avec
les
Roms
sans
préjugés ».
D’après
elle,
le
quartier
de
Varda
n’est
pas
une
exception,
et
la
discrimination
des
Rroms
est
plus
forte
en
Bosnie-Herécegovine
que
dans
d’autres
pays
des
Balkans.
Leur
situation
est
devenue
très
inquiétante
durant
la
guerre,
et
les
conditions
de
vie
difficiles
font
que
très
peu
de
Roms
vivent
au-delà
de
50
ans.
Les
représentants
de
la
mission
de
l’OSCE
en
Bosnie
-Herzégovine
pensent
que
le
manque
de
vêtements
et
l’impossibilité
d’acheter
les
manuels
nécessaires
représentent
les
raisons
les
plus
fréquentes
de
l’absence
des
enfants
rrom
des
écoles,
même
dans
les
cas
où
les
parents
sont
favorable
à
la
scolarisation.
« Le
bas
niveau
de
formation
des
Rroms
s’explique
par
les
discriminations
et
le
manque
d’acceptation
des
Roms
comme
citoyens
égaux,
ainsi
que
par
l’inconscience
des
Rroms
eux-mêmes
par
rapport
à
l’obligation
légale
et
à
la
nécessité
de
l’éducation »,
explique
Sanela
Besic,
coordinatrice
du
Conseil
des
Rroms
de
Bosnie-Herzégovine.
L’exclusion
du
système
de
l’éducation
entraîne
un
grand
taux
de
chomage
parmi
les
Rroms,
ce
qui
rend
difficile
leur
participation
dans
la
société
et
l’amélioration
de
leur
situation
économique.
Selon
les
experts,
la
création
des
programmes
sociaux
et
d’éducation
doit
être
une
priorités
dans
les
tentatives
d’intégration
sociale
des
enfants
rrom.
« La
faiblesse
politique
est
un
autre
désavantage
des
Rroms.
Ils
sont
inactifs,
leur
présence
dans
les
partis
politiques
n’est
pas
organisée »,
ajoute
Fadila
Memisevic,
qui
propose
une
émission
mensuelle
du
programme
en
langue
rromani
sur
la
télévision
publique.
Les
Rroms
constituent
la
minorité
la
plus
nombreuse
de
la
Bosnie-Herzégovine,
qui
compte
environ
quatre
millions
d’habitants.
D’après
les
données
du
Conseil
des
Rroms,
ils
sont
entre
80
et
100
000.
Il
est
difficile
de
donner
un
chiffre
précis,
parce
que
les
statistiques
officielles
sur
le
sujet
n’existent
pas.
Lors
du
recensement
de
1991,
seules
8.864
personnes
ont
déclaré
la
nationalité
rrom,
puisque
beaucoup
d’eux
se
déclaraient
Musulmans,
Serbes
ou
Croates
pour
échapper
aux
discriminations.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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Rom
in
Bosnia:
discriminazioni
al
massimo
- Dagli
80
ai
100.000
Rom
vivrebbero
in
Bosnia
Erzegovina,
uno
dei
paesi
balcanici
in
cui
le
discriminazioni
sono
tra
le
più
profonde.
Molti
bambini
non
vanno
a scuola,
e i
Rom
non
hanno
rappresentanti
politici,
né
un
forte
movimento
di
affermazione
sociale |
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Il
rubinetto
situato
al
centro
del
quartiere
Rom
di
Varda,
nei
dintorni
di
Kakanj,
in
Bosnia
centrale,
rappresenta
l'unica
sorgente
d'acqua
per
350
abitanti
che
vivono
in
catapecchie
senza
acqua
né
fognature.
"Nessun
bambino
va
a
scuola
qui".
Quando
si
chiede
loro
una
spiegazione,
rispondono
che
"non
hanno
acqua
né
sapone
per
lavarsi
e
che
gli
altri
bambini
si
rifiutano
di
sedersi
accanto
a
loro",
spiega
la
presidentessa
dell'Associazione
per
le
popolazioni
minacciate
in
Bosnia
Erzegovina,
Fadila
Memisevic,
parlando
del
progetto
"Le
relazioni
con
i
Rom
senza
pregiudizi".
Dal
suo
punto
di
vista,
il
quartiere
di
Varda
non
è
un'eccezione
e
la
discriminazione
dei
Rom
è
più
forte
in
Bosnia
Erzegovina
che
negli
altri
paesi
balcanici.
La
loro
situazione
è
diventata
molto
preoccupante
durante
la
guerra,
e
le
difficili
condizioni
di
vita
fanno
sì
che
ben
pochi
Rom
vivano
oltre
i
cinquant'anni.
I
rappresentanti
della
missione
dell’OSCE
in
Bosnia
Erzegovina
pensano
che
la
mancanza
di
indumenti
e
l'impossibilità
di
comprare
i
libri
necessari
siano
le
ragioni
più
frequenti
per
spiegare
l'assenza
dei
bimbi
Rom
dalle
scuole,
anche
nel
caso
in
cui
i
genitori
siano
favorevoli
alla
loro
scolarizzazione.
"Il
basso
livello
di
formazione
dei
Rom
si
spiega
con
le
discriminazioni
e
la
mancata
accetazione
dei
Rom
come
cittadini
di
pari
diritti,
ma
anche
per
l'incoscienza
dei
Rom
stessi
in
rapporto
all'obbligo
legale
e
alla
necessità
di
educazione",
spiega
Sanela
Besic,
coordinatrice
del
del
Consiglio
dei
Rom
in
Bosnia
Erzegovina.
L'esclusione
dal
sistema
dell'educazione
è
alla
base
di
un
grande
tasso
di
disoccupazione
tra
i
Rom,
cosa
che
rende
difficile
la
loro
partecipazione
nella
società
e
il
miglioramento
della
loro
situazione
economica.
Secondo
gli
esperti,
la
creazione
di
programmi
sociali
e
di
educazione
deve
diventare
una
priorità
nei
tentativi
di
integrazione
sociale
dei
bambini
Rom.
"La
debolezza
politica
è
un
altro
svantaggio
per
i
Rom.
Sono
inattivi,
la
loro
presenza
nei
partiti
politici
non
è
organizzata",
aggiunge
Fadila
Memisevic,
che
propone
una
trasmissione
mensile
del
programma
in
lingua
Rom
sulla
televisione
pubblica.
I
Rom
costituiscono
la
minoranza
più
numerosa
della
Bosnia
Erzegovina,
che
conta
all'incirca
quattro
milioni
di
abitanti.
Dai
dati
del
Consiglio
dei
Rom,
essi
sono
tra
gli
80
e
i
100
000.
È
comunque
difficile
avere
una
stima
precisa,
perché
le
statistiche
ufficiali
sull'argomento
non
esistono.
Durante
il
censimento
del
1991,
solo
8.864
persone
hanno
dichiarato
di
essere
di
nazionalità
Rom,
in
quanto
la
maggior
parte
si
era
dichiarata
Musulmana,
Serba
o
Croata,
allo
scopo
di
sfuggire
alle
discriminazioni.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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©
2005
- B92

- 
traduzione
in
francese
di
Jasna
Andjelic
(Courrier
des
Balkans)
traduzione
in
italiano
di
Macondo
Tre
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