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le courrier des balkans
 
Le Courrier des Balkans - 1 aprile 2006
dell'"Association Sarajevo", 1 aprile 2006 -
[versione italiana]
 

ultimo aggiornamento
05.04.06 9:46

 
 
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Bosnie : coopération avec le TPI et réformes constitutionnelles
 
Carla Del Ponte vient d’effectuer une nouvelle tournée dans les Balkans, en Bosnie-Herzégovine et en Serbie. Alors que l’arrestation de Ratko Mladic et Radovan Karadzic est toujours attendue, les négociations de rapprochement européen avec les deux pays vont néanmoins se poursuivre. L’Europe attend aussi la poursuite des réformes institutionnelles en Bosnie-Herzégovine
 
Après avoir pris connaissance du rapport de Carla Del Ponte sur les entretiens qu’elle venait d’avoir avec les dirigeants de Belgrade et en avoir discuté avec elle, le commissaire de l’Union européenne à l’élargissement Olli Rehn a repoussé la date fixée aux autorités serbes pour l’arrestation et la livraison de Mladic, du 5 au 30 avril. Il a fait état d’un « engagement ferme » du Premier ministre Vojislav Kostunica pour « localiser, arrêter et transférer » Mladic à La Haye « sans délais ». Les négociations entre Bruxelles et Belgrade pour la signature d’un accord de stabilisation et d’association ave l’UE ne se trouvent donc pas, pour le moment, interrompues. On saura bientôt s’il s’agit, comme pour Ante Gotovina et la Croatie, de l’annonce de la prochaine fin de cavale de Mladic ou d’un nouveau ballon d’oxygène à la Serbie dans une conjoncture politique difficile pour elle avec les échéances qui l’attendent au Kosovo et au Monténégro.
Carla Del Ponte était aussi passée à Banja Luka où le Premier ministre de RS Milorad Dodik lui a donné des assurances sur sa volonté de collaborer avec le TPI, notamment en créant un corps spécial de la police, en liaison étroite avec le Tribunal.
Recevant à Bruxelles Adnan Terzic, Président du Conseil des ministres de BH, Olli Rehn a renouvelé l’espoir que les négociations entre l’UE et la BH progresseraient à travers les réformes entreprises en Bosnie, l’application de celles concernant la police et l’audiovisuel public, et la coopération avec le TPI. A ce propos, Olli Rehn a déclaré que s’il paraissait probable que Karadzic et Mladic ne se trouvaient pas en BH, ils y disposaient toujours de réseaux de soutien politiques et financiers. Le négociateur en chef bosnien Igor Davidovic a, de son côté, souligné que l’accord de stabilisation et d’association ne pourrait pas être signé sans le règlement de la question de l’arrestation des criminels de guerre. Adnan Terzic a indiqué qu’il avait été aussi question des changements constitutionnels qui, sans constituer une condition à la négociation de l’accord avec l’UE, faisaient l’objet de l’attention de Bruxelles.
C’est le 7 avril que commencera le débat sur ce sujet au sein dans la commission compétente du Parlement de BH, les citoyens et les associations du pays ayant été invités à y contribuer par leurs propositions. La discussion devrait durer un mois, la date initiale fixée pour le vote de la réforme ayant été reportée. La majorité des deux tiers étant requise au Parlement, le résultat paraît très incertain et dépendre pour une large part de la décision des représentants croates, très divisés, à la suite principalement de la prise de position de l’épiscopat catholique, hostile au projet de réforme, au motif qu’il marginaliserait la composante croate de la Bosnie-Herzégovine. Le Président de la Présidence collégiale Sulejman Tihic s’est entretenu de la question avec le pape Benoît XVI.
Alors qu’en RS, l’opposition au projet vient principalement des radicaux (de Seselj), les autres partis étant partisans de son adoption, le débat divise profondément l’opinion et les formations politiques de la Fédération. Le « Bloc patriotique », dont la figure dirigeante est Haris Silajdzic, combat âprement la réforme élaborée, dont les défenseurs sont le SDA et le SDP. Les premiers dénoncent ce qu’ils considèrent comme une légitimation de l’essentiel des accords de Dayton et une « trahison », les seconds soutiennent, dans une approche réaliste, que la priorité est de donner à la Bosnie-Herzégovine la capacité de pouvoir avancer sur la voie de l’intégration européenne, que permettra la réforme et qui ouvrira la voie à des transformations ultérieures.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)
 
Bosnia: cooperazione con il TPI e riforme costituzionali - Carla Del Ponte è appena tornata da una visita nei Balcani, in particolare in Bosnia Erzegovina e in Serbia. Nell'attesa dell'arresto di Ratko Mladic e Radovan Karadzic, i negoziati di integrazione europea con i due paesi proseguono. L’Europa aspetta anche la realizzazione dlle riforme costituzionali in Bosnia Erzegovina
 

Dopo avere preso conoscenza della relazione di Carla Del Ponte sugli incontri avuti con i dirigenti di Belgrado e averne discusso con essa, il commissario dell'Unione europea all'allargamento Olli Rehn ha rifiutato di posticipare la data fissata per l'arresto e la consegna di Mladic, dal 5 al 30 aprile. Ha tenuto conto di un "impegno fermo" del primo ministro Vojislav Kostunica "per localizzare, arrestare e trasferire" Mladic all'Aja "senza termini".
I negoziati tra Bruxelles e Belgrado per la firma di un accordo di stabilizzazione e d'associazione con l'Ue non sono dunque, interrotti. Si saprà presto se si tratta, come per Ante Gotovina e la Croazia, dell'avviso della prossima fine della latitanza di Mladic o di una nuova boccata d'ossigeno alla Serbia in una congiuntura politica difficile per essa a causa delle scadenze che la attendono riguardo al Kosovo e al Montenegro.
Carla Del Ponte è anche passata a Banja Luka dove il primo ministro della RS Milorad Dodik le ha dato assicurazioni sulla sua volontà di collaborare con il TPG, in particolare creando un corpo speciale della polizia, in collegamento stretto con il tribunale.
Ricevendo a Bruxelles Adnan Terzic, il Presidente del Consiglio dei Ministri della BiH, Olli Rehn, ha rinnovato la speranza che i negoziati tra l'Ue e la BiH progrediscano attraverso le riforme intraprese in Bosnia, l'applicazione di quelle riguardanti la polizia e il servizio pubblico, e la cooperazione con il TPG. A quest'opinione, Olli Rehn ha dichiarato che se sembra probabile che Karadzic e Mladic non si trovino in BiH, essi vi dispongono comunque di reti di sostegno politico e finanziario. Il negoziatore in capo bosniaco Igor Davidovic, da parte sua, ha sottolineato che l'accordo di stabilizzazione e d'associazione non potrebbe essere firmato senza l'arresto dei criminali di guerra. Adnan Terzic ha segnalato che erano stati presi così in considerazione i cambiamenti costituzionali che, senza costituire una condizione al negoziato per l'accordo con l'Ue, erano oggetto dell'attenzione di Bruxelles.
È il 7 aprile che comincerà il dibattito su quest'argomento al centro nella commissione competente del Parlamento di BiH: i cittadini e le associazioni del paese sono stati invitati a contribuirvi con le loro proposte. La discussione dovrebbe durare un mese, essendo stata rinviata la data iniziale fissata per il voto della riforma . Essendo la maggioranza dei due terzi richiesta al Parlamento, il risultato sembra molto dubbio e dovrebbe dipendere per un'ampia parte dalla decisione dei rappresentanti croati, molto divisi, in seguito soprattutto alla presa di posizione dell'episcopato cattolico, ostile al progetto di riforma, per la ragione che renderebbe marginale la componente croata della Bosnia Erzegovina. Il Presidente della Presidenza collegiale Sulejman Tihic si è occupato della questione con il papa Benedetto XVI.
Mentre in RS, l'opposizione al progetto viene soprattutto dai radicali (di Seselj), mentre altre fazioni sono più favorevoli, il dibattito divide profondamente l'opinione e le formazioni politiche della Federazione. Il "blocco patriottico", la cui figura dirigente è Haris Silajdzic, combatte aspramente la riforma elaborata, i cui difensori sono la SDA e la SDP. I primi denunciano ciò che considerano come una legittimazione degli accordi di Dayton e un "tradimento", i secondi sostengono, con un approccio più realistico, che la priorità è di dare alla Bosnia Erzegovina la capacità di poter avanzare sulla via dell'integrazione europea, cosa che permetterà la riforma e che aprirà la via a ulteriori trasformazioni.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)

 
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traduzione in italiano di Macondo Tre
 
 
 
 
 
 
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