.. .. edizione del

.. ....

testata e logo di Macondo Tre
counter adozioni
 


bloc notes


 

logo di notizie est-balcani

news e analisi sulla penisola balcanica
 
 
N.E. Balcani #744 - BOSNIA-ERZEGOVINA - 16 gennaio 2004
di Emir Suljagic - ("Dani" [Sarajevo], 26 dicembre 2003)
 

ultimo aggiornamento
25.01.06 10:34

 
 
canali
happrofondimenti
 
 

solo il 16% della popolazione bosniaca è disoccupata
 
I criminali di guerra non sono stati arrestati, un terzo della popolazione vive al limite della povertà, c’è un altissimo livello di apatia, i politici sono corrotti, abbiamo 14 governi diversi e un centinaio di ministri… Questo lo sappiamo già. Ma riportiamo qui alcuni degli articoli pubblicati nei media occidentali che dipingono una Bosnia diversa e migliore
 
Nonostante il fatto che la situazione economica nella Bosnia Erzegovina sembri più difficile che mai, l’ultimo numero dell’"Economist" di Londra dipinge un quadro completamente diverso del paese. Secondo le statistiche ufficiali, scrive il famoso settimanale, due terzi della popolazione giovanile vuole lasciare il paese, tre quarti dell’economia è in declino, ma le strade di Sarajevo e di Banjaluka sono piene di vita. Circa il 20% dei bosniaci vive sotto la soglia di povertà, mentre il livello ufficiale di disoccupazione è del 40%. Il quadro che si scopre sotto la superficie è tuttavia sorprendentemente buono. Una delle ragioni, cita "Economist" riportando i risultati della ricerca effettuata da parte della Banca mondiale, sta nel fatto che soltanto il 16% dei cittadini bosniaci non ha un lavoro. Dirk Reinermann, rappresentante della Banca Mondiale in Bosnia, dichiara di non conoscere neanche un paese che dopo soli 8 anni dalla fine della guerra ha raggiunto l’80% del reddito nazionale anteriore alla guerra.

Bosnia senza “buchi neri ”
Dalla fine della guerra fino ad adesso la maggior parte dell’infrastruttura è stata rinnovata, e soltanto 400.000 su circa 2 milioni dei bosniaci esiliati non sono tornati a casa. Secondo le stime dell’UNHCR, che non sono così ottimistiche, da 2,2 milioni dei bosniaci esiliati circa 1milione è tornato nelle proprie abitazioni. Nella Bosnia non ci sono più i “buchi neri”, le zone del paese dove nessun abitante esiliato è ancora tornato, anche se il processo di ritorno è stato rallentato nell’ultima metà del 2003.
I risultati pubblicati dall’"Economist" riflettono, pare, una tendenza più ampia nell’economia bosniaca. Quest’anno la Bosnia ha ottenuto il suo primo rating creditizio internazionale. Nei primi sei mesi del 2003 ha attirato 250 milioni di marchi convertibili (1 euro=1,95 KM) degli investimenti provenienti dall’estero, circa il 50% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le stime di Peter Nicholl, presidente della Banca centrale, rese note durante l’intervista per la FDI (pubblicazione del "Financial Times"), i bosniaci che abitano all’estero annualmente mandano circa un miliardo e mezzo di marchi (KM) nel paese, mentre, secondo le statistiche ufficiali, il reddito annuale medio pro capite è di 1.200 US$.
Per cambiare il reddito nazionale in modo più radicale, la crescita economica annuale dovrebbe essere del 10%, in modo da raddoppiare il reddito annuale pro capite. Questo sarà possibile solo nel caso in cui le riforme economiche riescano a trasformare l’economia sommersa in economia ufficiale, e anche se i potenziali investitori cominceranno a guardare alla Bosnia non come a un piccolo mercato di 3,8 milioni di abitanti, ma come al centro di una grande zona di libero mercato e di 60 milioni di abitanti, con un reddito di 250 milioni di dollari.

Una vera storia di successo
Il prossimo anno, secondo le stime di Nicholl, bisognerebbe concentrare le energie cercando di diminuire il deficit commerciale e sfruttando le potenzialità degli altri settori (es. acqua minerale, frutta e verdura organica). Un altro problema sono le leggi che riguardano gli investimenti stranieri, che non sono per niente favorevoli per gli investitori. Una riforma delle leggi e del sistema delle imposte potrebbe aumentare gli investimenti stranieri del 40%. In questo momento circa il 30% dei bosniaci ha aperto un conto corrente presso banche. Del grande potenziale, prima delle altre, si sono accorte le banche austriache. Dalla fine della guerra è stato fatto molto, ma la condizione per una vera prosperità sta nel sostegno politico alle riforme economiche.
L’esempio che dovrebbe essere seguito dal resto del paese, sottolinea il "New York Times" in un ampio articolo pubblicato l’anno scorso, è Brcko. L’unica vera storia di successo bosniaca, Brcko in soli 8 anni dalla guerra, da uno dei punti più caldi e sanguinosi del conflitto, si è trasformata nella città più ricca del paese, l’unica nella quale la situazione provocata dalla guerra è stata cambiata completamente. Questa città portuale di 85.000 di abitanti ha il più altro reddito pro capite. La esplosione economica di Brcko è in grande misura dovuta alla presenza del centro commerciale Arizona, nato dalle bancarelle di legno per finire poi nelle mani di un investitore italiano disposto a investire altri 100 milioni di dollari per la costruzione di un moderno centro commerciale.
Secondo l’indice che quest’anno è stato pubblicato da "Reporters senza frontiere", la Bosnia Erzegovina, considerate le libertà dei media e dell’informazione, è molto avanti rispetto a tutti gli altri paesi dell’ex Jugoslavia, Slovenia esclusa. Mentre la Bosnia occupa la 37a posizione nel mondo, la confinante Croazia si trova molto più indietro, al 69° posto, tra Niger e Tanzania. Serbia e Montenegro sono ancora più in dietro, all'85° posto, tra Malawi e Zambia. Un altro argomento sul quale hanno informato i media stranieri nel 2003 riguarda la riforma del settore della difesa e i suoi primi passi verso un esercito unificato. Considerato che i tre eserciti di oggi sono formati da persone che combattevano tra di loro, questi cambiamenti acquistano un valore aggiuntivo. Il fatto che sia possibile implementare le riforme in un settore così delicato come la difesa costituisce un segno positivo per i futuri cambiamenti nella società.
(autorizzazione alla riproduzione concessa)
 
© 2003 - 2004 - Emir Suljagic
il logo di dani - copyright dani - il logo di notizie-est - copyright notizie-est
traduzione di Jasenka Kratovic
 
 
 
 
 
 
indirizzo e recapito telefonico
clicca qui per i credits e i copyright
pulsante rss -