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ultimo
aggiornamento
22.11.05 14:33
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Alcune
ulteriori
prese
di
posizione
nel
dibattito
sulla
possibile
modifica
degli
accordi
di
Dayton
tratte
dalla
stampa
bosniaca:
una
intervista
all’Alto
Rappresentante
Ashdown
e una
al
vicepresidente
del
DNS,
Mirko
Banjac
Pubblichiamo
un
estratto
della
intera
intervista,
titolata
“Paddy
Ashdown:
I vecchi
politici
non
pensano
al
futuro
della
Bosnia
Erzegovina” |
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Ljiljan:
Come
valuta
la
iniziativa
di
esponenti
politici
europei
di
modificare
Dayton,
iniziativa
che
ha
ricevuto
il
sostegno
di
membri
del
Parlamento
Europeo?
E’
possibile
che
venga
convocata
una
nuova
conferenza
internazionale
per
superare,
modificare
Dayton?
Ashdown:
Dayton
va
bene
perchè
ha
fatto
terminare
la
guerra,
ma
non
va
bene
per
la
costruzione
dello
Stato.
Questo
è
il
problema.
Anche
la
Republika
Srpska
è
consapevole
del
fatto
che
alcune
cose
vanno
cambiate.
Credo
che
dovremmo
portare
avanti
un
dibattito
sul
cambiare
Dayton
all’interno
di
Dayton,
e questo
è
esattamente
quanto
abbiamo
fatto
fino
ad
ora.
Recentemente
abbiamo
delegato
alcune
competenze
delle
Entità
al
livello
statale.
E tuttavia,
chiunque
pensi
che
qualcuno
in
rappresentanza
della
comunità
internazionale
o della
Unione
Europea
volerà
in
Bosnia
per
prendere
in
mano
il
trattato
di
Dayton
e riportarlo
ad
una
base
americana,
vivono
nei
sogni,
perché
questo
non
succederà.
Se
dobbiamo
cambiare
Dayton,
lo
faremo
da
soli.
Quindi,
solo
i cittadini
di
questo
Paese
possono
cambiare
Dayton.
Vedete,
le
leggi
sulla
Difesa
o sulla
tassazione
indiretta
rappresentano
una
modifica
di
Dayton.
Anche
la
creazione
dell’Alto
Consiglio
Giudiziario
è
una
modifica
di
Dayton.
Ljiljan:
Non
crede
che
ci
possa
essere
una
nuova
conferenza
internazionale
nel
corso
della
quale
Dayton
possa
essere
cambiato?
Ashdown:
E chi
la
dovrebbe
organizzare?
Io
continuo
a ripetere
che
dobbiamo
realizzare
in
fretta
le
riforme
se
vogliamo
evitare
un
disastro.
Se
ora
ci
concentrassimo
su
di
una
nuova
conferenza
internazionale
bloccheremmo
le
riforme
e allora
ci
troveremmo
lontani
dall’Europa.
No,
non
credo
ci
sarà
una
nuova
conferenza
internazionale.
In
realtà,
questa
conferenza
è
invocata
da
coloro
che
credono
che
qualcuno
si
presenterà
su
di
un
“cavallo
bianco”
per
aiutarli,
invece
di
pensare
ad
aiutare
se
stessi.
Si
tratta
di
un
auto-inganno.
Dovete
essere
voi
a costruire
lo
Stato.
Ljiljan:
Quindi
riforme
e riforme,
non
cambiamenti
a Dayton?
Ashdown:
Esattamente,
perchè
le
riforme
cambiano
Dayton.
Non
abbiamo
bisogno
di
un
principe
su
di
un
cavallo
bianco.
Ljiljan:
Conosce
un
altro
Paese
al
mondo
nel
quale
ci
sono
così
tanti
diversi
livelli
di
governo,
con
così
tanti
ministry
e deputati
in
relazione
al
numero
di
abitanti,
così
tanti
parlamenti,
forze
di
polizia?
Quasi
il
70%
del
budget
è
speso
per
l’amministrazione.
Uno
Stato
di
questo
tipo
può
essere
sostenibile?
Ashdown:
Naturalmente,
non
ne
conosco.
Per
questo
dobbiamo
riformare
questo
apparato
burocratico
e semplificare
la
struttura
politica.
E lo
ripeto,
siete
solo
voi
che
potete
fare
questo.
L’Unione
Europea
chiede
la
riforma
della
polizia
prima
della
abolizione
dei
visti.
Ma
non
bisogna
credere
che
esista
un
solo
modello
di
Stato.
Non
deve
significare
che
un
modello
centralistico
vada
bene,
come
in
Gran
Bretagna.
Il
valore
dell’Europa
è
che
permette
una
varietà
di
modelli.
La
Bosnia
Erzegovina
(BiH)
potrebbe
essere
come
il
Belgio[…].
Se
la
BiH
sarà
come
la
Svizzera
dipende
da
voi.
Dobbiamo
realizzare
le
riforme
per
ottenere
lo
Stato
che
vogliamo.
Forse
non
dovrà
essere
uno
Stato
centralista.
Il
nostro
destino
potrebbe
non
essere
uno
stato
centralista.
E’
possibile
che
sia
uno
Stato
simile
alla
Svizzera.
Uno
Stato
di
cantoni.
Ljiljan:
Come
spiega
che
il
distretto
di
Brcko
si
stia
sviluppando
economicamente
molto
più
in
fretta
delle
alter
parti
del
Paese?
Ashdown:
Uno
dei
motivi
è
che
la
Federazione
si
trova
da
un
punto
di
vista
economico
in
una
situazione
molto
migliore
di
quella
della
Republika
Srpska.
Più
ci
sono
riforme,
meglio
funziona
l’economia.
Ma,
a parte
questo,
Brcko
ha
fatto
molto
di
più
rispetto
alle
Entità
Ljiljan:
L’Assemblea
del
Distretto
di
Brcko
adotta
le
decisioni
più
velocemente,
non
ci
sono
molti
livelli
di
governo,
c’è
un
unico
Tesoro…
Ashdown:
Sono
stati
i primi
a dimenticare
il
passato
perché
niente
li
tratteneva…
Mi
spiace,
il
nostro
tempo
per
l’intervista
è
terminato…
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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Il
quotidiano
di
Banja
Luka,
Nezavisne
Novine,
ha
pubblicato
nella
sua
edizione
di
sabato
scorso
una
intervista
a Mirko
Banjac,
vicepresidente
dell’Unione
popolare
democratica
[Demokratskog
Narodnog
Saveza
(DNS)],
che
propone
una
posizione
specularmente
contraria
a quella
proposta
dallo
European
Stability
Iniziative
(ESI)
nel
documento
“Making
Federalism
Work”,
incentrata
sulla
possibile
abolizione
delle
Entità.
Secondo
il
rappresentante
della
Unione
Popolare
Democratica
(DNS),
meglio
sarebbe
abolire
cantoni
e distretto
di
Brcko |
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Banja
Luka
-
Mirko
Banjac,
vicepresidente
dell’Unione
popolare
democratica
[Demokratskog
narodnog
saveza
(DNS),
ndr],
propone
che
al
posto
dell’abolizione
delle
entità
e della
distruzione
degli
accordi
di
Dayton,
si
esamini
la
possibilità
di
abolire
i cantoni
e il
distretto
di
Brcko.
Egli
ha
sottolineato
che
a causa
del
mancato
sviluppo
del
paese
un
modello
con
tre
amministrazioni
potrebbe
essere
più
efficace
di
un
modello
con
13,
aggiungendo
che
con
l’abolizione
del
distretto
di
Brcko
le
due
entità
riceverebbero
un
budget
superiore.
[…]
“L’idea
dell’abolizione
delle
entità
di
cui
parlano
i parlamentari
europei,
e che
vede
il
sostegno
dei
politici
locali
porta
alla
“majorizacija”
, ed
è
assurdo
credere
che,
come
dicono,
la
RS
in
quanto
cantone
maggiore
avrebbe
da
guadagnarci”,
ha
dichiarato
Banjac
venerdì
scorso
a Banja
Luka.
Mette
inoltre
in
rilievo
che
con
la
divisione
cantonale,
ma
anche
solo
con
l’abolizione
delle
modalità
di
scelta
dell’Assemblea
Parlamentare
della
BiH
da
parte
delle
entità,
si
arriverebbe
a superare
con
i voti
la
maggioranza
del
corpo
elettorale.
Banjac
considera
che
con
il
benestare
di
tutti
e tre
i popoli
costituenti
e dei
rappresentanti
della
Comunità
internazionale
“si
potrebbe
discutere
della
formazione
di
una
terza
entità
in
BiH,
che
significherebbe
andare
nella
direzione
di
un
miglioramento
degli
accordi
di
Dayton
e non
della
loro
distruzione”.
“E’
il
popolo
che
deve
decidere
del
futuro
della
BiH,
così
come
era
necessario
che
decidesse
della
riforma
dell’esercito
della
BiH
e dell’inserimento
di
nuove
fonti
per
le
entrate,
e non
i partiti,
oltretutto
senza
un
referendum
o un
mandato
del
popolo”
ha
concluso
Banjac.
Banjac
ha
ribadito
che
il
DNS
utilizzerà
ogni
tipo
di
lotta
democratica
affinché
in
autunno
oltre
alle
amministrative
avvengano
anche
le
elezioni
politiche.
Questo
partito
parteciperà
ad
ogni
protesta
della
Lega
dei
Democratici
indipendenti
“nella
misura
in
cui
non
avranno
in
sé
elementi
distruttivi”.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa) |
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©
2004
- V.V.

- 
traduzione
di
Nicole
Corritore |
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