"O
la
Republika
Srpska
(RS)
viene
accettata
in
Bosnia
ed
Erzegovina
(BiH),
o se
ne
andrà",
ha
detto
il
primo
ministro
della
RS,
Milorad
Dodik,
nel
corso
di
un’intervista
rilasciata
ad
Onasa
[Agenzia
di
stampa
indipendente
bosniaca,
ndt].
Tra
le
altre
cose
Dodik
ha
dichiarato
che
non
recederà
dalla
sua
richiesta
di
ritirarsi
dagli
accordi
sul
trasferimento
delle
competenze
al
livello
statale,
che
riguarderanno
l’area
della
tassazione
indiretta,
ma
potenzialmente
anche
il
50
per
cento
delle
leggi
imposte
dall’Alto
rappresentante.
Lei
insiste
nella
sua
richiesta
che
la
RS
recuperi
alcune
delle
competenze
trasferite
al
livello
dello
Stato,
anche
dopo
il
monito
dell’Ufficio
dell’Alto
rappresentante
(OHR)
che
ciò
è
legalmente
discutibile?
Abbiamo
notato
che
l’OHR
ha
detto
che
la
questione
avrebbe
dovuto
essere
risolta
dalla
Corte
costituzionale
della
BiH,
e su
questo
ha
il
nostro
appoggio.
È
vero
che
ciò
è
legalmente
discutibile,
ed
è
per
questo
che
ci
atterremo
strettamente
alla
procedura
prevista.
In
passato
il
Parlamento
della
BiH
ha
emanato
leggi
sotto
l’egida
di
autorizzazioni
d’ogni
tipo,
obbedendo
alle
pressioni
della
comunità
internazionale,
che
si
è
accanita
in
particolare
sulle
competenze
della
RS!
In
tutta
onestà
si
dovrebbe
vedere
che
noi
vogliamo
regolare
le
relazioni
in
BiH,
anziché
criticare
immediatamente
la
nostra
proposta
come
se
il
suo
unico
fine
fosse
quello
di
rafforzare
le
Entità.
E dopo
tutto,
perché
dovrebbe
essere
un
tabù
rafforzare
le
Entità?
Lei
ha
annunciato
che
chiederà
il
ripristino
delle
competenze
nell’area
della
tassazione
indiretta!
Noi
abbiamo
perso
la
nostra
fiducia
nella
struttura
della
tassazione
indiretta,
perché
nel
2005
ci
hanno
rubato
30
milioni
di
KM
[marchi
convertibili,
ndt]
e,
secondo
i nostri
calcoli,
nel
2006
l’ammontare
pagato
alla
RS
è
stato
decurtato
di
6 milioni
di
KM.
L’OHR
senza
alcuna
autorizzazione
ha
imposto
la
legge
sui
tassi
garantiti
per
il
distretto
di
Brcko,
che
ha
gravemente
danneggiato
il
sistema.
La
riallocazione
delle
tasse
raccolte
è
una
competenza
locale,
cosicché
questo
è
un
altro
chiaro
esempio
di
come
l’OHR
travalichi
i suoi
poteri.
Noi
vogliamo
avere
una
nostra
contabilità
e nostre
entrate
fiscali
separate
all’interno
dell’ITA
[l'autorità
bosniaca
per
la
tassazione
indiretta,
ndt].
Quali
altre
competenze
trasferite
sono
contestabili?
Io
credo
che
sia
artificioso
parlare
di
un
servizio
amministrativo,
come
pure
di
appalti
pubblici,
a livello
di
BiH,
e abbiamo
già
avviato
dei
procedimenti
presso
la
Corte
costituzionale
di
BiH.
Stiamo
preparando
circa
50
disegni
di
legge
per
modificare
le
esistenti
leggi
promulgate
dall’Alto
rappresentante,
in
primo
luogo
da
Paddy
Ashdown.
Srebrenica
e Bratunac
potrebbero
alla
fine
diventare
un
distretto?
Noi
lo
diciamo
chiaramente:
o veniamo
accettati
in
BiH
o ce
ne
andremo
dalla
BiH.
Noi
chiediamo
che
si
accetti
la
RS
come
una
realtà.
Noi
chiediamo
di
costruire
e migliorare
la
BiH,
oppure
ce
ne
andremo
per
la
nostra
strada.
La
BiH
sta
diventando
un
posto
in
cui
noi
siamo
sempre
da
biasimare!
Su
Srebrenica
abbiamo
detto
tutto.
Abbiamo
domandato
che
le
accuse
contro
la
Serbia
fossero
ritirate,
per
evitare
problemi
in
BiH.
E ora
ciò
ha
creato
problemi.
Se
oggi
in
RS
fossero
al
potere
certe
altre
strutture,
stando
a quel
che
succede
e a
quello
che
arriva
dalla
Federazione
di
Bosnia
ed
Erzegovina
–
dal
Reis-l-Ulema,
Silajdzic,
Tihic,
ecc.
–
in
BiH
ci
sarebbe
il
caos.
Dirò
solo
una
cosa,
che
la
RS
è
permanente
e indiscutibile
all’interno
dei
suoi
confini
garantiti
da
Dayton.
E se
qualcuno
pensa
di
poter
fare
uscire
Srebrenica
dalla
RS,
allora
come
mai
noi
non
abbiamo
il
diritto
di
pensare
che
potremmo
stare
al
di
fuori
della
BiH?
Io
credo
che
gli
stranieri
si
siano
resi
conto
molto
bene
di
ciò,
ed
è
per
questo
che
hanno
rapidamente
e chiaramente
realizzato
che
non
ci
può
essere
una
separazione
di
Srebrenica.
Non
è
impossibile
per
la
RS
una
secessione
dalla
BiH?
La
Costituzione
dell’ex
Jugoslavia
diceva
che
nessuna
provincia
o repubblica
aveva
il
diritto
di
secessione,
eppure
si
è
visto
quello
che
è
successo…
Sì,
ma
qui
la
posizione
della
comunità
internazionale
è
decisiva.
In
15
- 20
anni
la
comunità
internazionale
può
cambiare
il
suo
approccio,
ed
essa
sa
già
che
la
BiH
non
funziona
e non
può
funzionare.
O la
facciamo
funzionare,
o non
ne
verrà
fuori
niente.
Questo
argomento
è
tabù?
Io
non
accetto
tabù.
E se
qualcuno
vuole
creare
dei
tabù
in
BiH,
un
giorno
questi
gli
si
rivolteranno
contro
e gli
faranno
molto
male.
Perciò,
a dispetto
di
come
mi
vede
la
gente,
io
non
sono
un
uomo
irrazionale
che
sta
guidando
questo
popolo
e questa
repubblica
verso
nuovi
problemi.
Non
ci
va
bene
essere
contestati
e stigmatizzati
tutto
il
tempo,
come
fanno
a Sarajevo.
Noi
vogliamo
essere
parte
della
BiH
e stiamo
invitando
tutti
in
BiH
a escogitare
un
sistema
funzionale
e razionale.
Come
si
possono
sbloccare
i colloqui
necessari
all’implementazione
delle
riforme
richieste?
Dovrebbero
aver
luogo
solo
nei
meeting
dei
leader
dei
partiti
politici,
o in
sedi
istituzionali
del
sistema?
Si
sa
che
questo
dipende
dalla
Costituzione,
dalle
procedure
democratiche
e dalle
relazioni
tra
le
forze
politiche
interne,
e non
dagli
stranieri,
e questo
lo
hanno
detto
anche
loro
altrettanto
chiaramente.
Per
quanto
ci
riguarda,
a noi
il
Trattato
di
pace
di
Dayton
sta
bene.
Io
non
lo
cambierei;
lo
farei
piuttosto
tornare
alla
sua
versione
originale.
In
ogni
caso,
io
non
sono
un
sognatore
e credo
che
il
sistema
necessiti
di
miglioramenti.
Lei
e gli
altri
rappresentanti
della
RS
cosa
farete
per
compiere
progressi
concreti
nella
riforma
della
polizia
e nella
cooperazione
con
il
Tribunale
penale
internazionale
(ICTY),
come
richiesto
nella
lettera
inviata
alle
autorità
della
BiH
dal
Commissario
per
l’allargamento
dell’Unione
Europea,
Olli
Rehn?
Io
ricevo
circa
1.500
lettere
al
giorno,
e questa
non
l’ho
letta.
Capisco
le
obiezioni
di
Rehn
su
questi
processi,
che
sono
indiscutibili,
come
anche
il
suo
desiderio
che
la
BiH
abbia
una
relazione
contrattuale
con
l’UE.
Ma
io
credo
che
ciò
è
piuttosto
il
risultato
delle
recenti
visite
del
ministro
della
BiH
per
gli
Affari
Esteri,
Sven
Alkalaj,
che
probabilmente
ha
chiesto
questa
lettera.
Credo
che
Rehn
abbia
un
approccio
positivo
verso
ogni
cosa,
ma
non
posso
perdermi
d’animo
per
questo.
Mi
piacerebbe
poter
arrestare
tutti
i ricercati
stanotte,
e sono
frustrato
di
non
poterlo
fare.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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