La
convocazione presso il Tribunale della Bosnia Erzegovina di Selim
Beslagic, Enver Delibegovic e Budimir Nikolic ha messo in subbuglio
quasi tutti i cittadini di Tuzla. La magistratura della Serbia ha
richiesto la loro estradizione a causa di supposti crimini di guerra
relativi al 1992, quando si arrivò ad uno scontro armato
tra i difensori di Tuzla e la colonna della JNA [Esercito jugoslavo,
ndt.], che fino a quel momento aveva occupato la maggior parte della
BiH. Nell’accusa si sostiene che fu attaccata una colonna
disarmata e che furono uccisi circa 200 soldati della JNA.
Dopo l’interrogatorio, i fermati hanno fatto ritorno alle
loro case perché non esiste una motivazione valida per la
loro estradizione. Selim Beslagic, che è pure deputato presso
la Camera dei rappresentati della BiH, avrebbe potuto appellarsi
all’immunità parlamentare ma non lo ha fatto. Selim
Beslagic
“La polizia ha informato correttamente sul perché bisogna
che mi arrestino, così come per Delibegovic e Nikolic. So
che le accuse dei satrapi di Milosevic sono nebulose e per questo
motivo non ho avuto timore di confrontarmi col Tribunale. Il nostro
caso dimostra che il governo della Bosnia Erzegovina non difende
abbastanza i suoi cittadini. La Serbia e la Croazia lo fanno meglio
della BiH. Loro hanno firmato un accordo tale che ognuno processa
i propri criminali. Noi bosniaco erzegovesi possiamo essere processati
da entrambi i nostri vicini, nonostante dalla Bosnia non ci sia
mai stato alcun attacco armato contro i vicini. Dopo questi arresti,
noi che siamo cosiddetti sospettati non possiamo attraversare la
frontiera della BiH perché ogni paese può consegnarci
alla Serbia”, commenta Selim Beslagic.
La maggior parte degli abitanti di Tuzla crede che i sospetti sul
fatto che a Tuzla siano stati commessi crimini di guerra siano basati
su costruzioni del KOS [intelligence militare della JNA, ndt.].
Già nel 1993 la magistratura di Milosevic aveva avviato questa
iniziativa. Nell’accusa era coinvolta la polizia di guerra
di Karadzic, e poi hanno proseguito le forze di polizia di tutti
i presidenti della Republika Srpska, fino a Dodik.
Prima dell’accusa proveniente dalla Serbia, ci aveva provato
la magistratura della RS a Bijeljina. Quando non ci sono riusciti,
allora il “fratello maggiore” di Belgrado ha avviato
la sua macchina. I seguaci ideologici di Milosevic cavalcano la
questione della Brcanska malta, a prescindere dal fatto che il Tribunale
dell’Aja abbia trasferito questo processo all’ideologico
tribunale balcanico. Il processo è stato trasferito perché
non ci sono prove che mostrino l’esistenza di crimini.
Di questo parlano i cittadini di Tuzla meglio informati.
“Non desidero entrare nei dettagli dell’accusa, ma desidero
dire che tutto ciò è basato su note falsità.
Noi sulla base di documenti, ricerche e contatti con le fonti serbe
abbiamo confermato che nella battaglia per la Brcanska malta furono
uccisi 49 soldati della JNA e quattro difensori della città.
C’erano circa 70 feriti.
Quello che vi sto dicendo lo ha detto anche Milosevic all’Aja.
Tuttavia all’attuale governo serbo serve un’esibizione
e non la verità. La Serbia pare che desideri creare in modo
artificiale l’impressione di un equilibrio tra i crimini commessi,
ma questo non è possibile. Perché in Serbia sollevano
accuse sulla base di notizie giornalistiche. Tutto ciò non
è serio”, ci ha detto Sinan Alic, direttore della Fondazione
“Verità, giustizia e riconciliazione” di Tuzla.
Una parte dei cittadini di Tuzla ritiene che i sospetti di crimini
di guerra siano un colpo alla multiculturalità di Tuzla,
che è stata il leitmotiv dell’amministrazione prima,
durante e dopo la guerra.
“Le accuse e gli arresti sono senza senso. Il governo di guerra
di Tuzla si occupò dei feriti della colonna e li lasciò
andare a casa. Difesero i diritti umani di tutti i cittadini. Difesero
la multiculturalità e l’immagine della Bosnia. Difesero
le fondamenta della civiltà e adesso non sono inclini alla
schematizzazione nazionale dei Balcani.
Solo a Tuzla si dice che i crimini di guerra furono commessi da
bosgnacchi, serbi e croati e altri. Nell’ex Jugoslavia i crimini
furono commessi da gruppi mononazionali contro altri gruppi nazionali.
Si vuole accusare per crimini gli abitanti di Tuzla perché
non sono scivolati nell’abisso della politica nazionalista”,
ci ha detto Zdravko Djuranovic.
L’ordine dalla Serbia per l’arresto dei tre di Tuzla
può essere un insegnamento anche per la magistratura della
BiH. Alcuni abitanti di Tuzla ci hanno proposto di suggerire alla
magistratura della BiH di rivolgere un'accusa contro Vojislav Kostunica,
il premier serbo, che si fece filmare con la coccarda cetnica sulla
linea del fronte della BiH mentre apriva il fuoco con un kalasnikov
sui cittadini della vicina Bosnia Erzegovina. Dopo di che, anche
lui potrebbe essere consegnato all’Interpol.
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