I
risultati
delle
elezioni
comunali
in
Bosnia
Erzegovina
(BiH)
hanno
confermato,
perlopiù,
l’annunciata
bassa
affluenza
degli
elettori
e la
vittoria
dei
partiti
nazionali.
Tutti
i partiti
politici
proseguono
nell’interpretare
i primi
risultati
elettorali
come
vittoria
personale,
ma
i trend
generali
dicono
tutt’altro.
Dopo
che
l’SDP
BiH
(Partito
Socialdemocratico,
ndt)
e lo
Stranka
za
BiH
(SBiH,
Partito
per
la
Bosnia
Erzegovina,
ndt)
sono
stati
i maggiori
vincitori
alle
elezioni
locali
del
2000,
adesso
gli
elettori
scontenti
di
questi
due
partiti
si
sono
astenuti
pure
dall’andare
a votarli.
Alle
elezioni
locali
del
1997
aveva
votato
l’86%
degli
elettori
iscritti,
alle
successive
elezioni
dell’aprile
2000
il
66%,
mentre
adesso
si
è
recato
alle
urne
solamente
il
46%
degli
elettori.
La
caduta
del
numero
di
elettori
rappresenta
proprio
la
nuova
stabilità
in
BiH,
perché
le
analisi
del
1997
hanno
mostrato
che
allora
i cittadini
avevano
votato
prevalentemente
per
le
questioni
legate
alla
sicurezza,
in
una
atmosfera
decisamente
paurosa
dopo
la
guerra
che
ha
diviso
etnicamente
numerosi
comuni
della
BiH.
Adesso
evidentemente
la
sicurezza
non
è
più
una
priorità
per
gli
elettori,
e i
partiti
politici
esistenti
e i
candidati
proposti
non
sono
stati
un
sufficiente
motivo
per
l’affluenza
alle
urne.
I sondaggi
mostrano
che
la
maggior
parte
dei
cittadini
è
scontenta
della
assenza
di
veri
cambiamenti
nella
società
dopo
sette
tornate
elettorali
in
nove
anni
dopo
la
guerra.
Le
elezioni
sono
trascorse
innanzitutto
all’insegna
dei
conflitti
intra-nazionali
per
il
primato
politico.
Si
è
trattato
della
lotta
per
i voti
dei
Bosgnacchi,
Serbi,
Croati
e non
per
i voti
dei
cittadini
sulle
questioni
di
fondamentale
importanza
per
le
singole
comunità
locali.
I partiti
nazionali
SDA
(Partito
dell’Azione
Democratica,
ndt),
HDZ
(Unione
Democratica
Croata,
ndt)
e SDS
(Partito
Democratico
Serbo,
ndt)
ribadiscono
di
essere
ancora
i partiti
più
forti
nella
maggior
parte
dei
comuni
in
cui
loro,
dicono,
rappresentano
la
maggioranza
dei
rispettivi
popoli.
Obiettivo
principale
dell’SDA
è
stato
la
lotta
per
il
ritorno
nei
grandi
comuni,
dove
quattro
anni
fa
vinse
l’SDP,
a partire
dai
quattro
comuni
della
città
di
Sarajevo.
Alle
elezioni
locali
vengono
eletti
i consiglieri
e i
sindaci
di
questi
quattro
comuni
di
Sarajevo,
i quali
eleggono
poi
il
Consiglio
comunale
che
a sua
volta
elegge
il
sindaco
della
città.
Nella
struttura
nazionale
della
città
di
Sarajevo
si
considera
che
ora
i Bosgnacchi
siano
il
78%
della
popolazione.
Con
la
divisone
seguita
alla
guerra,
nella
Federazione
è
rimasto
circa
il
65%
del
territorio
della
Sarajevo
di
un
tempo,
e nella
Republika
Srpska
(RS)
circa
il
35%.
La
maggior
parte
della
popolazione
è
rimasta
nella
parte
federale,
mentre
nella
parte
di
Sarajevo
in
RS
è
rimasto
circa
il
5%
della
popolazione
di
un
tempo.
La
parte
federale
di
Sarajevo
è
organizzata
come
una
città
di
quattro
comuni,
mentre
il
cantone
di
Sarajevo
ha
nove
comuni.
La
maggior
parte
del
potere
è
concentrato
nel
cantone,
mentre
il
consiglio
comunale
e il
sindaco
rimangono
senza
poteri
effettivi.
L’SDP
aveva
perso
il
potere
del
cantone
di
Sarajevo
già
alle
elezioni
dell’ottobre
2002.
Ora,
la
lotta
si
è
svolta
per
i quattro
comuni
di
Sarajevo,
nei
quali
erano
al
potere
i leader
dei
partiti
guidati
dall’ex
ministro
degli
esteri
della
BiH,
Haris
Silajdzic,
del
Partito
per
la
Bosnia
Erzegovina,
e da
Zlatko
Lagumdzija,
del
Partito
Socialdemocratico.
L’SDA
ha
vinto
nel
comune
Stari
Grad
(Centro
storico),
dove
il
sindaco
era
dell’SBiH,
ma
i candidati
dell’SDP
hanno
vinto
nei
restanti
tre
comuni.
Le
analisi
dei
risultati
mostrano
che
il
bacino
elettorale
dell’SDA
è
rimasto
numericamente
pressoché
invariato
rispetto
a quattro
anni
fa,
o è
aumentato
di
poco
mentre
l’SBiH
e l’SDP
hanno
vissuto
una
grossa
perdita
di
consensi.
Sulejman
Tihic,
presidente
dell’SDA
ha
tentato
di
interpretare
i risultati
delle
elezioni
in
questi
comuni
di
Sarajevo
come
un
grande
aumento
dell’appoggio
all’SDA
e una
grande
caduta
dell’SDP,
ma
questo
è
vero
solo
se
si
guardano
le
percentuali.
Quando
si
analizza
il
numero
dei
votanti,
si
vede
che
l’appoggio
all’SDA
non
è
aumentato
significativamente,
e poi
che
un
cospicuo
numero
degli
elettori
di
un
tempo
dell’SBiH
e dell’SDP
comunque
non
è
andato
a votare.
L’SDA
è
tornato
al
potere
nella
parte
più
grande
del
cantone
di
Zenica-Doboj
e nel
cantone
Bosanski-Podrinjski,
con
base
a Gorazde.
Dopo
le
scorse
elezioni
del
2000
in
questi
due
cantoni
ci
sono
state
importanti
basi
d’appoggio
all’SDP.
A Zenica
ha
vinto
in
modo
netto
il
candidato
dell’SDA
Husejin
Smajlovic,
mentre
l’SDA
ha
convinto
anche
a Zavidovici
e a
Maglaj.
Il
candidato
dell’SDP
per
il
sindaco
di
Kakanj
è
davanti
al
candidato
dell’SDA
per
un
centinaio
di
voti,
mentre
l’SDA
si
è
assicurato
la
maggioranza
nel
consiglio
comunale
di
Kakanj.
A Tuzla
il
sindaco
che
fino
ad
ora
era
in
carica,
Jasmin
Imamovic,
ha
vinto
in
modo
convincente
nella
lotta
per
il
primo
cittadino,
ma
l’SDP
ha
subito
una
perdita
di
voti
nella
lotta
per
il
consiglio
comunale.
L’SDP
ha
ottenuto
la
poltrona
di
sindaco
a Bihac,
ma
l’analisi
mostra
che
in
quel
comune
gli
elettori
hanno
penalizzato
di
più
l’SDA
piuttosto
che
aver
aumentato
l’appoggio
all’SDP.
È
di
particolare
interesse
il
numero
dei
voti
delle
elezioni
per
il
Consiglio
del
Distretto
di
Brcko,
perché
lì
secondo
i primi
risultati
l’SDS
ha
solo
sette
voti
di
più
dell’SDP.
Se
l’SDP,
però,
dovesse
ottenere
il
posto
di
sindaco
di
Brcko,
allora
sarebbe
la
vittoria
più
importante
di
questo
partito
alle
elezioni
locali,
perché
si
tratterebbe
di
vedere
come
lì
l’SDP
intende
profilarsi:
come
il
più
importante
partito
bosgnacco
oppure
se
riuscirà
ad
attraversare
la
soglia
di
un
partito
multi-nazionale,
sia
per
la
composizione
dei
membri
che
per
il
sostegno
elettorale.
In
Republika
Srpska
il
maggior
guadagno
lo
ha
ottenuto
il
Partito
dei
socialdemocratici
indipendenti
di
Milorad
Dodik,
ma
l’SDS
rimane
ancora
il
partito
politico
più
forte
di
questa
entità
della
BiH.
Il
candidato
dell’SNSD
per
il
sindaco
di
Banja
Luka
e sindaco
uscente
Dragoljub
Davidovic
ha
ottenuto
il
67%
di
voti,
mentre
la
candidatura
del
suo
rivale
più
importante
Ljubisa
Kragulj,
appoggiato
da
otto
partiti,
compreso
l’SDS,
è
stata
invalidata
mediante
una
decisione
della
commissione
elettorale.
La
decisione
è
stata
resa
nota
una
ventina
di
giorni
dopo
che
Kragulj
durante
una
trasmissione
televisiva
ha
fatto
uso
dell’”hate
speech”
(discorsi
connotati
da
odio
nei
confronti
di
altre
comunità
nazionali
o avversari
politici,
ndt).
Ljubisa
Buco
Kragulj
ha
detto
alla
SRNI
che
la
sua
candidatura
è
stata
annullata
“perché
ha
toccato
la
mafia
che
è
legata
con
una
parte
della
comunità
internazionale”.
“A
capo
di
questa
mafia
c’è
Milorad
Dodik,
che
è
appoggiato
dai
media
che
fanno
parte
di
questa
mafia,
e questi
sono
l’Alternativna
televizija,
‘Nezavinse
novine’
e la
Radio
Televisione
della
Republika
Srpska”,
ha
detto
Kragulj.
Kragulj
ha
ottenuto
un
numero
decisamente
inferiore
di
voti
rispetto
a Davidovic,
così
che
le
lamentele
dell’SDS
in
questo
caso
sono
del
tutto
irrilevanti.
I dati
sulla
caduta
dell’appoggio
all’SDS
sono
illustrati
nel
migliore
dei
modi
dalla
vittoria
del
partito
di
Dodik,
l’SNSD
a Trebinje,
ma
il
significato
di
questo
aumento
di
sostegno
all’SNSD
deve
essere
ancora
rivelato.
Nella
serie
di
apparizioni
pre
elettorali,
in
particolare
nella
parte
orientale
della
BiH,
Dodik
ha
sottolineato
la
questione
nazionale
lottando
per
i voti
più
come
un
nazionalista
che
come
un
socialdemocratico.
Una
lotta
particolarmente
accesa
c’è
stata
a Zvornik,
dove
a causa
di
incidenti
ci
sarà
una
nuova
votazione
in
alcuni
seggi
elettorali.
Fino
ad
ora
a Zvnornik
c’era
al
potere
il
Demokratski
narodni
savez
(Unione
popolare
democratica),
ma
adesso
ha
vinto
Budimir
Acimovic,
candidato
del
Partito
socialista
della
RS,
appoggiato
da
sette
partiti,
compreso
anche
l’SDS
e l’SNSD
di
Milorad
Dodik.
Durante
la
campagna
a Zvornik,
Dodik
ha
affermato
di
essere
in
coalizione
solo
con
i socialisti,
di
cui
è
candidato
Acimovic
e non
anche
con
gli
altri
partiti
che
lo
hanno
appoggiato.
Sul
versante
croato
della
scena
politica
in
BiH
si
evidenzia
una
perdita
di
consensi
per
la
HDZ,
ma
questo
partito
rimane
pur
sempre
il
partito
politico
croato
più
forte
in
BiH.
A Mostar
è
stato
evidente
che
le
elezioni
hanno
confermato
la
divisione
etnica
nella
sua
riva
sinistra
e destra,
parte
orientale
e occidentale.
La
HDZ,
in
coalizione
con
i partiti
politici
croati,
è
probabilmente
il
partito
vincitore
con
la
maggioranza
dei
voti
nelle
tre
sezioni
della
città
in
cui
i Croati
sono
la
maggioranza
degli
abitanti
e il
relativo
vincitore
a livello
dell’intera
città.
L’SDA
ha
vinto
in
tre
parti
della
città
dove
i Bosgnacchi
sono
in
maggioranza
e ha
ottenuto
il
secondo
posto
a livello
dell’intera
città.
Il
Partito
per
la
BiH
(SBiH)
ha
ottenuto
il
terzo
posto
a Mostar,
ma
probabilmente
è
il
perdente
maggiore
di
queste
elezioni
locali.
Nei
luoghi
a maggioranza
croata
come
siroki
Brijeg
o Orasje,
alle
estremità
opposte
della
BiH,
la
HDZ
è
ancora
il
partito
più
convincente
dal
punto
di
vista
elettorale
sia
di
fronte
alla
caduta
di
consensi
che
al
sempre
più
alto
numero
di
voti
per
i partiti
croati
di
opposizione,
quali
Narodna
stranka
Radom
za
boljitak,
guidato
dalla
famiglia
proprietaria
della
industria
di
carne
Lijanovic
(siroki
Brijeg),
o Nova
Hrvatska
Inicijativa
e Hrvatska
Seljacka
Stranka.
La
HDZ
continua
ad
affermare
di
essere
“l’unico
legittimo
rappresentante
del
popolo
croato
in
BiH”,
come
ha
annunciato
il
suo
portavoce
Miro
ciro
Pavlovic.
Quest’ultimo
ha
dichiarato
che
la
HDZ
manterrà
sia
i sindaci
che
la
maggioranza
nei
consigli
comunali
di
Orasje,
Domaljevac-samac
e Odzak,
e la
poltrona
di
sindaco
di
Zepce.
Secondo
le
sue
parole,
nel
cantone
di
Zenica-Doboj
la
HDZ
ha
mantenuto
i sindaci
di
Zepce,
Kiseljak,
Kresevo,
Busovaca,
Vitez
e Jajce.
“Un
risultato
favorevole
la
HDZ
lo
attende
pure
a Kupres,
Livno,
poi
a Grude,
Posusje,
siroki
Brijeg,
Ljubusko,
così
come
a Stolac,
Neum,
Ravno,
Capljina,
Citluk,
ecc.”
ha
aggiunto
Pavlovic.
Così
che
dopo
la
riuscita
temporanea
dell’Alleanza
dei
sette
partiti
moderati,
guidati
dall’SDP,
alle
locali
elezioni
dell’aprile
2000
e le
elezioni
comunali
dell’ottobre
2000,
queste
elezioni
locali
hanno
restituito
i processi
politici
in
BiH
al
consueto
corso
delle
politiche
nazionali.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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