Alcuni
episodi
avvenuti
negli
ultimi
giorni
sembrano
segnalare
una
crescente
ondata
di
antisemitismo
in
Bosnia
Erzegovina.
E’
così?
Jakob
Finci:
Secondo
il
recente
rapporto
del
Dipartimento
di
Stato
Americano
sull’argomento,
pubblicato
il
5 di
gennaio
di
quest’anno,
c’è
una
crescita
dell’antisemitismo
in
Bosnia
Erzegovina
e sfortunatamente
credo
che
questo
sia
vero.
A volte
tuttavia
non
è
facile
distinguere
l’antisemitismo
dalla
opposizione
alla
politica
di
Israele.
Negli
ultimi
due
anni,
durante
l’intifada
in
Medio
Oriente
e il
deteriorarsi
delle
relazioni
tra
le
autorità
palestinesi
e lo
Stato
di
Israele,
alcune
delle
reazioni
che
qui
sono
state
dirette
contro
Israele
hanno
assunto
un
significato
di
antisemitismo.
In
Bosnia
c’è
una
grande
popolazione
musulmana,
molti
cittadini
di
qui
sono
a favore
della
parte
palestinese,
ma
allo
stesso
tempo
tenendo
presente
che
la
comunità
ebraica
è
presente
in
Bosnia
Erzgovina
da
oltre
500
anni
posso
dire
con
orgoglio
che
la
comunità
ebraica
è
molto
ben
integrata
nella
società
bosniaca,
senza
essere
assimilata.
E’
quindi
difficile
affermare
che
ci
sia
un
vero
antisemitismo
qui
come
quello
apparso
in
Francia,
in
Germania
o anche
negli
Stati
Uniti
in
questi
giorni.
I pochi
incidenti
che
sono
dunque
capitati
qui
in
Bosnia
come
la
dissacrazione
del
cimitero
ebraico,
un
episodio
che
secondo
la
polizia
è
stato
commesso
da
un
gruppo
di
minorenni,
non
possiamo
definirlo
vero
e proprio
antisemitismo.
Sui
monumenti
non
c’erano
svastiche
o altri
segni
ma
solo
danneggiamenti.
Quando
è
successo
questo
episodio?
Jakob
Finci:
Alcuni
mesi
fa,
nel
settembre
2004.
Queste
azioni
possono
quindi
essere
definite
antisemite
ma
allo
stesso
tempo
incidenti
provocati
da
minorenni.
Per
quanto
riguarda
gli
avvenimenti
recenti,
l’articolo
apparso
sulla
rivista
SAFF
e il
servizio
mandato
in
onda
da
TV
Alfa?
Jakob
Finci:
Su
TV
Alfa,
durante
il
mese
del
Ramadan,
è
andato
in
onda
un
programma
con
la
presenza
di
un
Imam
proveniente
dal
Sangiaccato,
una
regione
a maggioranza
musulmana
nella
Serbia
del
sud.
Questa
persona
affermava
nella
sua
preghiera
che
era
giunto
il
momento
di
fermare
gli
Ebrei,
di
smettere
di
acquistare
articoli
il
10%
del
cui
prezzo
andrebbe
direttamente
a Israele,
coma
la
Coca
Cola
o altri
prodotti,
e che
i nemici
principali
dei
Musulmani
sono
tutti
i Cristiani
e specialmente
gli
Ebrei,
che
non
c’è
soluzione
per
i Musulmani
senza
la
Jihad,
cioè
la
guerra
santa
contro
tutti
gli
infedeli.
Lei
pensa
che
questi
incidenti
possano
essere
considerati
come
un
segnale
della
radicalizzazione
della
comunità
islamica
in
Bosnia?
Jakob
Finci:
Possono
essere
definiti
radicalizzazione,
ma
allo
stesso
tempo
credo
che
dopo
l’11
settembre
negli
Stati
Uniti
ci
sia
una
situazione
particolarmente
difficile
per
i Bosniaco
Musulmani.
Fino
all’11
settembre
sono
stati
in
un
certo
senso
“protetti”
dagli
Americani,
ma
dopo
quella
data,
senza
che
ci
fosse
alcuna
colpa
personale
da
parte
dei
Bosniaco
Musulmani,
sono
diventati
“nemici”
come
tutti
gli
altri
Musulmani,
e questa
islamofobia
che
è
in
crescita
non
solo
negli
Stati
Uniti
ma
in
tutta
Europa
è
certamente
tra
i fattori
all’origine
di
alcuni
dei
problemi
di
cui
stiamo
parlando.
Avete
ricevuto
attestati
di
solidarietà
in
quanto
comunità
ebraica
dopo
questi
incidenti
dalle
altre
comunità
religiose
bosniache,
i Musulmani,
i Cristiano
Cattolici
e gli
Ortodossi?
Jakob
Finci:
Ufficialmente
no,
ma
tra
qualche
giorno
ci
sarà
un
incontro
e probabilmente
per
la
fine
della
settimana
sarò
in
grado
di
dire
qualcosa
di
più
sulla
questione.
Per
il
momento
non
ci
sono
stati
segnali
di
sostegno
o solidarietà
o altro
da
parte
delle
altre
comunità
religiose.
Questo
è
un
fatto
molto
strano…
Jakob
Finci:
Sì…
Anche
l’Olocausto
molti
anni
fa
non
è
cominciato
con
delle
azioni,
ma
con
delle
parole,
ed
è
un
peccato
che
nessuno
dei
nostri
amici
nelle
altre
comunità
religiose
abbia
reagito
apertamente,
ma
speriamo
che
un
giorno
ci
saranno
espressioni
di
solidarietà
per
la
comunità
ebraica
di
Sarajevo
e della
Bosnia
Erzegovina.
Esiste
ancora
il
Consiglio
Interreligioso
di
Bosnia
Erzegovina?
Jakob
Finci:
Sì,
è
ancora
in
vita
e questa
settimana
terrà
un
incontro.
Per
questo
ho
detto
che
verosimilmente
per
la
fine
settimana
sarò
in
grado
di
rispondere
a questa
domanda
in
modo
migliore
sulla
base
delle
dichiarazioni
e dei
commenti
che
proverranno
dalle
altre
comunità
religiose.
La
settimana
scorsa
è
stato
celebrato
in
tutto
il
mondo
il
giorno
della
memoria.
A Sarajevo
cosa
è
successo?
Jakob
Finci:
C’è
stata
una
cerimonia
molto
bella
organizzata
dalla
comunità
ebraica,
dalla
Ambasciata
d’Italia
e dalla
associazione
“Dante
Alighieri”
di
Sarajevo,
con
diversi
interventi
e la
proiezione
del
film
“Greta”
che
racconta
la
storia
di
una
ebrea
sopravvissuta
ad
Auschwitz,
Greta,
che
è
anche
sopravvissuta
a Sarajevo.
Lei
era
presente
ed
è
intervenuta
alla
manifestazione.
Si
è
trattato
di
una
commemorazione
molto
intensa.
Purtroppo
è
stata
organizzata
solamente
dalla
Ambasciata
d’Italia
e da
questa
associazione
di
amicizia
italo-bosniaca,
la
“Dante
Alighieri”,
insieme
alla
comunità
bosniaca
ma
senza
la
partecipazione
delle
autorità
locali.
Allo
stesso
tempo
però
il
Presidente
della
Presidenza
bosniaca
si
è
recato
ad
Auschwitz,
e ritengo
si
sia
trattato
di
un
gesto
importante.
Paravac?
Jakob
Finci:
Sì,
e naturalmente
ci
sono
state
molte
reazioni
rispetto
alla
presenza
di
Paravac
dato
che
lui
aveva
affermato
in
una
precedente
intervista
di
essere
molto
orgoglioso
del
fatto
che
suo
padre
fosse
un
Cetnico,
il
che
significa
che
combatteva
dalla
parte
dei
Nazisti
durante
la
seconda
guerra
mondiale.
Oggi
ci
sono
grandi
discussioni
non
solamente
in
Bosnia
ma
anche
in
Serbia
sui
Cetnici,
se
erano
antifascisti
o piuttosto
dei
collaborazionisti.
Alla
fine
della
guerra
il
capo
del
movimento
cetnico,
Draza
Mihajlovic,
fu
impiccato
in
quanto
criminale
di
guerra.
In
questi
giorni
tuttavia,
in
Serbia,
hanno
dichiarato
che
Cetnici
e partigiani
sono
uguali
quanto
a ruolo
e rispettive
posizioni,
combattenti
per
la
libertà.
Questo
certo
ha
creato
molte
controversie
rispetto
alla
presenza
di
Paravac
ad
Auschwitz.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa) |