L'elezione
di
Pero
Bukejlovic
a Primo
Ministro
della
Republika
Srpska
(RS)
il
15
febbraio
ha
restituito
dopo
sette
anni
al
Partito
Democratico
Serbo
(SDS)
tutte
le
principali
posizioni
di
governo
ricoperte
dai
Serbi
in
Bosnia.
La
Republika
Srpska
è
una
delle
due
"entità"
create
in
Bosnia
dagli
accordi
di
Dayton
nel
1995.
L'SDS,
che
annovera
tra
i suoi
fondatori
il
ricercato
Radovan
Karadzic,
accusato
di
crimini
di
guerra,
attualmente
gode
del
più
basso
livello
di
sostegno
elettorale
dalle
prime
elezioni
multipartitiche
del
1990
in
Bosnia,
ma
è
ugualmente
riuscito
a radunare
nelle
sue
mani
un
potere
pressoché
assoluto.
Il
leader
dell'SDS,
Dragan
Cavic,
fu
eletto
presidente
della
RS
nel
2002.
Borislav
Paravac,
membro
della
leadership
dell'SDS,
divenne
il
rappresentante
serbo
nella
presidenza
a tre
della
Bosnia
quando
l'Alto
Rappresentante
internazionale
rimosse
il
collega
di
partito
Mirko
Sarovic
dal
suo
posto.
E l'SDS
ha
anche
la
Presidenza
del
parlamento
della
RS.
Un
potere
quasi
assoluto
L'SDS
si
è
ripresa
dal
colpo
subìto
nel
1997,
quando
l'allora
presidente
della
RS,
Biljana
Plavsic,
lasciò
l'SDS
e sciolse
il
parlamento
della
RS
ed
il
governo,
accusando
l'SDS
di
aver
trasformato
le
istituzioni
della
regione
in
un'organizzazione
criminale.
Fino
al
2000
il
Primo
Ministro
Milorad
Dodik,
del
Partito
dei
Socialdemocratici
Indipendenti
(SNSD),
aveva
governato
la
RS
col
supporto
della
comunità
internazionale,
mentre
l'SDS
controllava
la
maggior
parte
delle
municipalità
della
RS.
Dopo
le
elezioni
del
2000,
l'SDS
fu
riportata
nel
governo
della
RS
dal
Primo
Ministro
Mladen
Ivanic,
leader
del
Partito
di
Progresso
Democratico
(PDP).
Data
la
forte
opposizione
degli
USA
all'SDS,
Ivanic
sostenne
che
avrebbe
formato
un
gabinetto
di
tecnici,
ma
fu
presto
chiaro
che
sei
ministri
dell'SDS
erano
stati
fatti
entrare
nel
governo
sotto
il
nome
di
esperti
non
legati
ai
partiti.
Il
ministro
dell'Industria
e della
Tecnologia
in
quel
governo,
Pero
Bukejlovic,
è
ora
il
nuovo
Primo
Ministro
della
RS.
I voti
del
Partito
Radicale
Serbo
(SRS)
e del
Partito
Bosgnacco
(bosniaco
musulmano)
di
Azione
Democratica
(SDA)
hanno
aiutato
ad
allargare
la
coalizione
SDS-PDP
dopo
le
elezioni
del
2002,
quando
fu
formato
il
primo
governo
multietnico
della
RS.
Esso
includeva
tre
ministri
dell'SDA
e sopravvisse
fino
al
17
dicembre
2004,
quando
il
Primo
Ministro
Dragan
Mikerevic
(PDP)
si
dimise
insieme
al
suo
gabinetto
in
segno
di
protesta
per
la
rimozione,
da
parte
dell'Alto
Rappresentante
della
comunità
internazionale,
Paddy
Ashdown,
di
sette
ufficiali
di
polizia
di
basso
grado,
per
l'abolizione
del
Ministero
della
Difesa
della
RS
prevista
per
il
2005,
e per
la
creazione
di
una
struttura
di
polizia
unificata
sull'intero
territorio
nazionale.
Ugualmente
decisivo
potrebbe
essere
stato
l'annuncio
fatto
dall'ambasciatore
degli
USA
nella
stessa
conferenza
stampa,
secondo
cui
ai
leader
dell'SDS
e del
PDP
era
stato
proibito
l'ingresso
negli
Stati
Uniti.
L'opinione
comune
è
che
questa
mossa
avesse
come
bersaglio
il
leader
del
PDP
Ivanic,
ministro
degli
Esteri
del
governo
centrale
della
Bosnia.
Ivanic
e altri
due
ministri
del
suo
partito
rassegnarono
le
proprie
dimissioni
in
risposta,
ma
resta
da
vedere
se
queste
sono
definitive.
Ivanic
e colleghi
continuano
a svolgere
i loro
compiti
ministeriali.
Su
invito
di
Cavic,
i sei
partiti
più
potenti
della
RS
firmarono
un
accordo
per
cooperare
su
temi
d'importanza
critica
e confermarono
il
loro
rifiuto
di
accettare
i cambiamenti
alla
Costituzione
bosniaca,
l'abolizione
del
Ministero
della
Difesa
della
RS,
e la
riorganizzazione
della
polizia.
Ma
la
luna
di
miele
tra
opposizione
e partiti
al
potere
finì
dopo
un
brevissimo
periodo,
e Cavic
nominò
Bukejlovic
dell'SDS
Primo
Ministro
incaricato.
Drago
Kalabic
dell'
Unione
Popolare
Democratica,
all'opposizione,
ha
detto
a TOL
che
il
solo
obiettivo
di
Cavic
nel
siglare
l'accordo
era
quello
di
spezzare
l'opposizione.
I
trascorsi
ferroviari
di
un
primo
ministro
Bukejlovic
non
è
quel
che
si
potrebbe
definire
un
politico
di
rilievo,
né
di
particolare
successo.
Quando
era
ministro
dell'industria
e della
tecnologia,
tra
il
2000
e il
2002,
la
produzione
industriale
precipitò
al
più
basso
livello
dalla
fine
della
guerra.
Non
una
delle
aziende
strategiche
della
RS
fu
privatizzata
in
quel
periodo.
L'economista
Damir
Miljevic,
che
in
quel
periodo
era
consigliere
alle
privatizzazioni
dell'allora
Primo
Ministro
della
RS
Ivanic,
dice
che
la
funzione
principale
di
Bukejlovic
per
l'SDS
era
quella
di
ritardare
la
privatizzazione
delle
grandi
aziende
per
il
maggior
tempo
possibile,
cosicché
potessero
rimanere
sotto
il
controllo
del
partito.
Miljevic
cita
l'esempio
della
fabbrica
di
alluminio
Birac
a Zvornik,
che
accumulò
un
debito
di
30
milioni
di
marchi
convertibili
(KM,
circa
15
milioni
di
euro
o 19,6
milioni
di
dollari)
in
soli
sei
mesi,
mentre
Bukejlovic
tirava
in
lungo
le
contrattazioni
sulla
privatizzazione
dell'azienda.
Miljevic
si
dimise
dal
suo
incarico
in
segno
di
protesta.
Interrogato
sul
perché
Ivanic
non
seguisse
i suoi
suggerimenti,
Miljevic
ha
detto:
"Evidentemente,
ad
Ivanic
importava
di
più
avere
la
maggioranza
nel
suo
partito
che
attrarre
investitori."
Come
ministro
dell'Industria,
Bukejlovic
sovraintendeva
alle
ferrovie
della
RS,
in
cui
lo
Stato
aveva
una
quota
di
partecipazione
del
65
per
cento.
Otto
impiegati
di
elevata
qualifica
ed
azionisti
delle
ferrovie
della
RS,
illegalmente
licenziati
dal
direttore
della
compagnia,
Sreten
Telebak,
denunciano
che
Bukejlovic
"coprì
attività
criminali,
per
l'ammontare
di
centinaia
di
milioni
di
marchi,
con
un'alzata
di
mano
nelle
assemblee
degli
azionisti."
Essi
scrissero
diverse
volte
a Ivanic
e Mikerevic
accusando
Telebak
e Bukejlovic,
ma
Telebak
non
fu
mai
rimosso.
Uno
dei
più
fieri
oppositori
del
duo
è
Tomo
Pancic,
un
macchinista
con
30
anni
di
servizio,
che
fu
licenziato
in
quanto
rappresentante
di
un
sindacato
indipendente,
per
poi
recentemente
ricevere
la
disposizione
del
tribunale
che
ordinava
che
riprendesse
il
lavoro.
Avendo
visto
un
documento
preparato
da
Ivanic
e Bukejlovic
che
fissava
il
valore
stimato
delle
ferrovie
della
RS
in
300.000
KM
(circa
150.000
euro),
dice
di
essersi
convinto
che
essi
facciano
parte
di
un
gruppo
della
criminalità
organizzata.
Finora,
né
la
Procura
né
gli
accusati
hanno
risposto,
ma
l'Alto
Rappresentante
ha
annunciato
recentemente
che
le
ferrovie
dovranno
sottostare
a una
speciale
revisione
contabile.
Questa
decisione
è
venuta
dopo
ben
tre
anni
dal
licenziamento
degli
impiegati.
In
contrasto
con
la
legge
sul
conflitto
d'interessi,
Ivanic
nominò
Bukejlovic
rappresentante
dello
Stato
per
la
remunerativa
raffineria
di
Modrica
nel
2003.
Quando
lo
staff
seppe
del
piano
di
Bukejlovic
di
nominare
nuovi
membri
del
consiglio
direttivo
scelti
nei
ranghi
dell'SDS
–
un
consiglio
che
l'avrebbe
poi
eletto
direttore
- circondò
Bukejlovic,
che
riuscì
ad
evitare
ingiurie
fisiche
solo
allontanandosi
velocemente
con
la
sua
auto
ufficiale.
La
storia
divenne
farsesca
quando
i reporter
della
TV
portarono
alla
luce
il
fatto
che
i funzionari
dell'SDS
Dragan
Cavic
(l'attuale
presidente
della
RS),
Borislav
Paravac
(attualmente
membro
della
presidenza
bosniaca)
e Pero
Bukejlovic
(il
nuovo
Primo
Ministro
della
RS)
sono
imparentati;
le
loro
nonne
erano
sorelle.
I leader
dell'SDS
non
hanno
mai
ribattuto
a queste
accuse
di
nepotismo
e ripetutamente
hanno
invece
ribadito
la
necessità
della
"unità
dei
partiti
serbi,
e della
difesa
delle
istituzioni
della
RS."
Quanto
costa
un
voto?
In
simili
circostanze,
rimase
dubbio
quasi
fino
all'ultimo
giorno
se
Bukejlovic
avrebbe
raggranellato
abbastanza
voti
nel
parlamento
della
RS
per
diventare
Primo
Ministro.
La
SNSD
e il
Partito
Socialdemocratico
di
Bosnia
(SDP
BIH)
erano
contro
di
lui,
mentre
i leader
dell'SDS
e dell'SDA
disputavano
se
continuare
la
loro
alleanza
di
due
anni,
cambiando
diverse
volte
le
loro
posizioni.
Alla
fine
Cavic
se
ne
uscì
con
la
dichiarazione:
"Non
c'è
spazio
per
ministri
dell'SDA
in
questo
governo
perché
l'SDA
è
a favore
della
dissoluzione
delle
istituzioni
della
RS."
I rappresentanti
del
PDP
erano,
a quanto
si
dice,
esitanti
a dare
il
loro
appoggio
a Bukejlovic,
rimarcando
il
fatto
che
l'SDS
non
aveva
ritirato
i suoi
ministri
dal
governo
centrale
come
aveva
fatto
il
PDP.
Senza
i nove
voti
del
PDP,
l'SDS
non
avrebbe
potuto
ottenere
una
maggioranza,
così
il
loro
voto
fu
comprato.
Questo
almeno
è
quanto
affermano
Drago
Kalabic,
rappresentante
dell'Alleanza
Democratica
Popolare
(DNS),
e altre
figure
dell'opposizione
che
non
vogliono
essere
nominate.
Secondo
Kalabic,
"denaro
ed
altri
privilegi
sono
stati
offerti
in
cambio
del
supporto
al
nuovo
governo
della
RS."
Come
ha
dichiarato
ai
media
il
giorno
prima
del
voto,
"l'SDS
mi
ha
offerto
100.000
KM
[circa
50.000
euro]
attraverso
un
intermediario
perché
votassi
a favore
nell'elezione
del
governo
della
RS."
All'accusa
fu
aggiunto
rilievo
dal
leader
dell'SNSD
Milorad
Dodik,
che
disse
di
avere
informazioni
che
anche
a membri
del
suo
partito
erano
state
offerte
bustarelle.
Lo
stesso
giorno,
il
PDP
decise
di
sostenere
il
nuovo
governo,
pur
senza
parteciparvi.
Nel
suo
discorso
di
insediamento,
Bukejlovic
disse
che
il
nuovo
governo
avrebbe
essenzialmente
proseguito
nella
direzione
impostata
dal
precedente
gabinetto.
Il
rappresentante
dell'SDP
Slobodan
Popovic
sostenne
che
il
discorso
non
poteva
essere
preso
sul
serio,
criticandone
la
mancanza
di
dati
concreti
sulla
crescita
economica
e la
disoccupazione.
Dodik
disse
che
la
linea
politica
di
Bukejlovic
non
riusciva
a proporre
un
piano
per
migliorare
la
posizione
internazionale
della
RS
e invece
ne
perpetuava
semplicemente
il
completo
isolamento.
Disse
che
era
inverosimile
che
un
Primo
Ministro
cui
era
stato
vietato
di
entrare
negli
Stati
Uniti
promettesse
di
portare
la
RS
e la
Bosnia
nella
comunità
euro-atlantica.
Nonostante
tali
critiche,
Bukejlovic
e i
suoi
ministri
sono
stati
eletti
con
46
voti
a favore
contro
33.
Due
figure
chiave
delle
riforme,
il
cui
lavoro
ha
incontrato
l'approvazione
dell'Alto
Rappresentante,
il
ministro
degli
Interni
Darko
Matijasevic
e il
ministro
della
Difesa
Milovan
Stankovic,
resteranno
nel
nuovo
governo
della
RS.
Il
nuovo
gabinetto
è
dominato
da
membri
dell'SDS
e dell'SRS.
Anche
otto
ministri
non
serbi
sono
stati
nominati
da
questi
due
partiti,
che
non
hanno
altri
membri
non
serbi,
e la
cui
politica
si
è
fondata
per
anni
sull'esclusione
dei
non
serbi
e sull'opposizione
ai
cambiamenti
costituzionali
che
avrebbero
permesso
ai
Bosgnacchi
e ai
Croati
di
prendere
parte
alla
vita
politica
della
RS.
Per
questa
ragione
i rappresentanti
bosgnacchi
nella
Camera
Alta
del
parlamento
della
RS,
il
Consiglio
dei
Popoli,
hanno
annunciato
che
avrebbero
invocato
vitali
interessi
nazionali
per
respingere
il
nuovo
governo.
Il
capo
del
gruppo
bosgnacco
nel
Consiglio
dei
Popoli,
Ramiz
Salkic,
ha
detto
che
il
nuovo
governo
era
incostituzionale
e che
le
procedure
erano
state
violate
nel
corso
della
sua
elezione.
Ha
anche
detto
che
il
Primo
Ministro
designato
Bukejlovic
era
stato
nominato
in
modo
incostituzionale,
dal
momento
che
la
decisione
del
governo
precedente
di
dimettersi
non
era
mai
stata
sottoposta
alla
ratifica
del
Consiglio
dei
Popoli.
Dusan
Stojicic,
presidente
dell'Assemblea
Nazionale
della
RS,
ha
negato
queste
affermazioni.
Ci
si
aspetta
che
uno
scontro
legale
venga
avviato
nei
prossimi
giorni.
L'Ufficio
dell'Alto
Rappresentante
non
si
è
opposto
all'elezione
del
nuovo
governo
della
RS.
L'OHR
ha
detto
che
il
governo
sarà
giudicato,
come
tutti
gli
altri
governi,
dal
suo
successo
nell'implementare
le
riforme.
Le
priorità
principali
della
comunità
internazionale
sono
la
piena
cooperazione
con
il
Tribunale
Penale
Internazionale
per
l'Ex
Yugoslavia
(ICTY)
dell'Aja,
la
ristrutturazione
delle
forze
di
polizia,
e la
riforma
della
Difesa..
Bukejlovic
ha
passato
il
suo
primo
giorno
di
lavoro
a un
festeggiamento
per
il
giorno
del
santo
patrono
della
sua
famiglia
nel
villaggio
di
Busetlici.
Lo
stesso
giorno,
la
Procura
della
RS
avviava
un'inchiesta
sulla
presunta
compravendita
di
voti.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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