A
volte
una
partita
di
calcio
può
essere
di
una
noia
mortale,
ed
una
partita
assomigliare
terribilmente
ad
un'altra
che
si
è
già
visto.
Ma
non
accade
spesso.
Perché
molte
sono
le
variabili,
ed
ogni
partita
ha
le
sue
specificità
non
solo
in
campo
ma
anche
fuori.
Si
gioca
in
casa
o no?
Quanti
e chi
sono
gli
spettatori?
Tifoseria
accesa
o famigliole?
Cosa
accade
poi
se
ad
entrare
in
campo
sono
anche
le
divisioni
etnico-nazionali?
E cosa
succede
quando
l'indeterminatezza
costituzionale
di
un
paese
fa
capolino
allo
stadio?
È
difficile
pensare
ad
una
partita,
per
esempio,
tra
Italia
e Austria,
dove
un
folto
pubblico
italiano
possa
tifare
per
la
squadra
avversaria.
Questo,
invece,
è
quello
che
è
accaduto
l'altro
ieri
sera
allo
stadio
Marakana
di
Belgrado,
durante
la
partita
di
qualificazione
per
i mondiali
Germania
2006,
tra
la
Bosnia
Erzegovina
e la
Serbia
Montenegro.
I cosiddetti
"Patriot
boys"della
Republika
Srpska,
una
delle
due
Entità
che
costituiscono
la
Bosnia
Erzegovina,
sono
giunti
in
massa
per
tifare
la
Serbia
e Montenegro.
A Banja
Luka
si
sono
incontrati
i tifosi
delle
città
vicine,
Prijedor,
Novi
Grad
e già
dalle
prime
ore
della
giornata
il
nutrito
gruppo
di
tifosi
si
era
preparato
per
raggiungere
Belgrado,
scandendo
i nomi
dei
giocatori
della
rappresentativa
della
Serbia
e Montenegro.
Altri
sono
partiti
in
autobus
da
città
più
lontane,
Bijeljina,
Brcko,
Trebinje.
Secondo
quanto
riporta
il
belgradese
"Blic",
i tifosi
di
Banja
Luka
proprio
non
avevano
intenzione
di
adeguarsi
agli
inviti
arrivati
nei
giorni
scorsi
da
alcuni
media
di
Sarajevo
a tifare
per
la
Bosnia
Erzegovina.
Certo
"non
si
è
mai
visto
che
gente
di
un
paese
tifi
per
l'altro",
ha
ricordato
il
giocatore
della
rappresentativa
della
BiH,
Sergej
Barbarez.
Tuttavia
si
sa
che
da
quando
si
è
dissolta
la
Jugoslavia,
i tifosi
della
RS
hanno
sempre
tifato
per
la
Serbia
e Montenegro,
e stando
alle
dichiarazioni
di
alcuni
di
loro,
continueranno
a farlo
per
sempre.
Secondo
il
quotidiano
"Vecernje
novosti",
"Sono
servite
oltre
tre
ore
alla
polizia
della
Serbia
e Montenegro
per
calmare
i bollenti
spiriti
dei
tifosi
delle
due
rappresentative
in
gioco.
D'altra
parte,
i tifosi
della
SM,
in
particolare
provenienti
dalla
Republika
Srpska,
già
45
minuti
prima
dell'inizio
della
partita
hanno
investito
i pochi
tifosi
della
BiH
con
bottiglie
di
plastica,
sedie
ed
altri
oggetti".
È
stato
necessario
l'intervento
delle
squadre
di
pronto
soccorso,
che
hanno
portato
all'ospedale
di
Belgrado
una
ventina
di
tifosi
della
Bosnia
Erzegovina,
ai
quali
sono
state
riscontrate
gravi
ferite.
Mentre
la
polizia
serba
ha
reso
noto
di
aver
fermato
dieci
tifosi,
dei
quali
4 verranno
denunciati,
in
accordo
con
la
Legge
contro
la
violenza
e comportamento
oltraggioso
durante
le
manifestazioni
sportive,
contro
5 di
loro
verrà
avanzata
la
richiesta
per
l'avvio
di
procedimento
giudiziario
e uno
è
stato
rilasciato.
I circa
8.000
tifosi
giunti
dalla
RS
allo
stadio
della
Crvena
Zvezda
hanno
prestato
un
forte
supporto
alla
nazionale
della
Serbia
e Montenegro,
che
già
al
settimo
minuto
del
primo
tempo
aveva
portato
a segno
il
goal
vincente
col
cannoniere
Matej
Kezman.
La
partita
è
terminata
così
1-0
per
la
SM,
mentre
la
BiH
ancora
una
volta
è
restata
al
palo.
Con
questa
vittoria
la
Serbia
è
approdata
alla
fase
finale
del
Campionato
del
Mondo.
È
la
seconda
volta,
in
pochi
giorni,
che
la
Serbia
e Montenegro
"batte"
la
Bosnia
Erzegovina.
La
prima
"sconfitta"
riguarda
la
partita
giocata
con
l'UE.
Nel
match
lussemburghese,
del
3 ottobre,
la
BiH
è
rimasta
in
panchina.
A causa
del
mancato
avvio
delle
riforme
necessarie,
in
primis
quella
della
polizia,
per
la
quale
è
stato
raggiunto
un
accordo,
ma
solo
dopo
il
fischio
dell'arbitro,
la
BiH
rimane
l'unico
paese
dell'area
a non
aver
ancora
sottoscritto
l'Accordo
di
associazione
e stabilizzazione.
Alla
Serbia
e Montenegro
invece,
nonostante
siano
ancora
diverse
le
fasce
sulle
quali
il
paese
dovrà
allenarsi,
non
ultima
la
consegna
del
"cannoniere"
Mladic,
è
andata
meglio.
Dall'angolo
è
riuscita
ad
entrare
dritta
nella
rete
dell'UE.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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