"Le
possibilità
che
la
Crote
internazionale
di
giustizia
venga
dichiarata
non
competente
su
questo
caso
sono
reali.
Esse
sono
significativamente
aumentate
dopo
la
decisione
del
2004
in
cui
è
stata
dichiarata
non
competente
per
l’accusa
che
abbiamo
avviato
contro
i membri
della
NATO
per
il
bombardamento
del
nostro
Paese.
Allora
la
Corte
si
attenne
alla
stessa
logica
che
ora
noi
chiediamo
venga
applicata
in
questo
processo".
Lo
afferma
in
un
colloquio
col
nostro
giornale
Tibor
Varadi,
uno
dei
rappresentanti
legali
del
nostro
Paese
al
processo
per
supposto
genocidio,
avviato
dalla
Bosnia
Erzegovina
contro
la
Serbia
e Montenegro
(SM).
“È
anche
vero
che
allora
a favore
di
tale
decisione
si
sono
dichiarati
otto
dei
quindici
membri
della
Corte
mentre
gli
altri
sette
si
sono
dichiarati
contrari,
sostenendo
che
ciò
potrebbe
influire
sul
processo
della
BiH
contro
la
SM.
Pertanto
le
opinioni
sono
discordanti,
ma
è
si
aperto
un
significativo
spazio
di
manovra.
Vale
la
pena
di
aggiungere
che
dei
15
giudici
che
nel
2004
avevano
votato
per
questa
decisione,
oggi
ne
sono
rimasti
solo
dieci,
perché
ne
sono
stati
nominati
cinque
nuovi.
La
situazione,
tuttavia,
è
aggravata
dal
fatto
che
la
Corte
già
una
volta
è
stata
dichiarata
competente
(nel
1996),
ma
ci
si
domanda
se
tale
decisione
possa
essere
modificata.
Il
team
di
legali
che
al
tempo
difese
la
SRJ
non
aveva
portato
quelle
argomentazioni
contro
la
competenza
della
Corte
che
oggi
noi
adottiamo.
Ad
ogni
modo
esistono
reali
possibilità
che
la
nostra
strategia
funzioni,
ma
ciò
è
lontano
dall’essere
scontato.
Personalmente
penso
che
non
esista
fondamento
per
dichiarare
la
Corte
competente
e continuerò,
insieme
coi
miei
collaboratori,
a provarlo”,
afferma
Varadi.
Come
commenta
le
parole
del
legale
dell’avvocato
dell’accusa
Sakib
Softic
che
la
cosa
più
importante
è
provare
che
la
SRJ
ha
commesso
il
genocidio,
e che
la
richiesta
per
danni
di
guerra
è
secondaria?
La
BiH
ha
accusato
la
Serbia
di
genocidio,
e ha
annunciato
pure
la
richiesta
di
risarcimento.
Tale
richiesta
non
è
ancora
stata
formalmente
adottata,
ma
il
legale
della
BiH,
nelle
dichiarazioni
per
i giornalisti,
negli
scorsi
anni
ha
a più
riprese
accennato
alla
richiesta
di
risarcimento,
e pure
alla
cifra.
È
stata
persino
avanzata
la
cifra
di
300
miliardi
di
dollari
americani.
Che
conseguenze
avrebbe
il
processo
se
venisse
confermato
il
genocidio?
In
quel
caso
verrebbe
minacciata
l’esistenza
della
Republika
Srpska?
Sarebbe
una
decisione
dalle
conseguenze
eccezionalmente
pesanti.
Per
la
prima
volta
nella
storia
uno
stato
verrebbe
giudicato
per
genocidio,
e sarebbe
un
momento
molto
difficile
per
tutti
i cittadini
della
SM.
Credo
che
ciò
non
sarebbe
davvero
esemplare
e spero
che
ciò
non
accada.
Aggiungo
anche
che
le
linee
di
divisione
del
vero
conflitto
erano
linee
etniche,
mentre
questo
processo
è
strutturato
diversamente.
Qui
sono
messi
a confronto
gli
stati,
e non
le
popolazioni.
Questo
è
un
fatto
che
non
è
sufficientemente
chiaro
alla
gente.
Per
come
sono
suddivisi
i ruoli
davanti
alla
Corte
internazionale
di
giustizia,
se
la
BiH
venisse
dichiarata
vittima
di
genocidio,
la
Republika
Srpska
si
troverebbe
dalla
parte
delle
vittime,
perché
è
una
delle
entità
della
BiH.
Allo
stesso
tempo,
tutti
i cittadini
della
SM
(sia
serbi
che
non
serbi)
si
troverebbero
dalla
parte
degli
esecutori.
Se
si
arrivasse
al
pagamento
del
risarcimento,
tutti
i cittadini
della
Serbia
(sia
i bosgnacchi
del
Sangiaccato
che
gli
ungheresi
della
Vojvodina
e gli
altri)
pagherebbero,
e i
beneficiari
sarebbero
tutti
i cittadini
della
BiH,
e quindi
anche
i cittadini
della
Republika
Srpska.
Oltre
a ciò,
a prescindere
da
come
andranno
i colloqui
sullo
status
del
Kosovo,
questa
provincia,
senza
dubbio,
è
stata
parte
della
SRJ
al
tempo
del
conflitto
(1991-1995),
sicché
le
conseguenze
legali
di
un'eventuale
condanna,
dal
mio
punto
di
vista,
si
riferirebbero
anche
al
Kosovo.
Lo
stesso,
ovviamente,
accadrebbe
con
il
Montenegro.
So
che
tutto
ciò
suona
insolito,
forse
persino
incredibile,
perché
sia
da
noi
che
in
BiH
questo
processo
viene
percepito
come
la
continuazione
del
conflitto
tra
musulmani
(bosgnacchi),
serbi
e croati.
I processi
in
tribunale
perlopiù
seguono
le
linee
divisorie
del
conflitto
reale,
ma
non
è
il
caso
in
questione
in
cui
vengono
giudicate
la
BiH
e la
SM
in
quanto
stati.
(...)
Su
cosa
si
baserà
la
nostra
difesa?
A questa
domanda
non
posso
rispondere.
I
processi
presso
il
Tribunale
penale
internazionale
dell’Aja
per
crimini
di
guerra
possono
in
qualche
modo
influire
sul
processo
presso
la
Corte
internazionale?
Nella
parte
processuale
le
decisioni
del
Tribunale
dell'Aja
non
hanno
influenza.
Per
quanto
riguarda
la
sostanza
del
processo,
possono
influenzare
solo
le
decisioni
che
si
riferiscono
ai
casi
in
cui
dei
cittadini
della
SM
sono
condannati
per
genocidio
–
ossia
se
qualche
cittadino
della
SM
si
libera
dall’accusa
di
genocidio.
Tali
decisioni
del
Tribunale
dell'Aja
non
vincolano
la
Crote
internazionale
, ma
possono
avere
una
loro
influenza.
Esiste
ancora
la
possibilità
di
un
compromesso?
Ci
sono
stati
contatti
tra
i due
stati
su
questo
tema?
La
SRJ,
e poi
la
SM,
a più
riprese
ha
annunciato
di
essere
pronta
a discutere
una
soluzione
extragiudiziaria
della
causa.
Questa
iniziativa
non
è
stata
accolta.
È
vero
che
abbiamo
offerto
alla
parte
bosniaca
di
ricostruire
la
moschea
di
Banja
Luka,
che
è
stata
distrutta
durante
la
guerra
in
BiH,
se
rinunciano
all’accusa?
Come
ho
detto,
fra
le
parti
non
ci
sono
stati
colloqui
per
una
soluzione
extragiudiziaria.
Ci
sono
stati
dei
contatti
informali
durante
i quali
sono
solo
iniziati
i colloqui.
Durante
uno
di
questi
(pochi)
contatti,
quando
si
è
iniziato
a chiedere
in
che
direzione
si
sarebbe
cercata
la
soluzione,
si
è
accennato
che
la
fiducia
reciproca
potrebbe
essere
raggiunta
con
dei
gesti
altamente
significativi.
Come
esempio
di
tali
gesti
si
è
accennato
alla
edificazione
della
Ferhadija.
Di
tutto
ciò
erano
informati
i più
alti
funzionari
di
entrambi
gli
stati,
ma
non
si
è
mai
arrivati
a veri
negoziati,
sicché
questa
proposta
formalmente
non
è
mai
stata
fatta,
né
è
stata
rifiutata.
Semplicemente
non
si
è
mai
giunti
a colloqui
fra
i due
stati.
Siamo
i più
grandi
litigiosi
del
mondo?
Siamo
coinvolti
in
più
della
metà
dei
casi
che
si
conducono
presso
la
Corte
internazionale
di
giustizia
...
Se
guardiamo
ai
singoli
casi
presso
la
Corte
è
vero
che
abbiamo
veramente
un
numero
record
di
processi.
Questo
può
essere
spiegato,
da
un
lato,
col
fatto
che
la
politica
condotta
alla
fine
degli
anni
ottanta
e durante
gli
anni
novanta
ci
ha
messi
contro
il
mondo
e contro
i nostri
vicini
e non
ha
portato
la
pace
nemmeno
all’interno
delle
nostra
frontiere.
Sui
numeri
di
processi
influisce
il
fatto
che
abbiamo
aperto
un
contenzioso
con
ben
10
diversi
paesi
che
appartengono
alla
NATO,
ma
in
realtà
si
tratta
dello
stesso
processo.
(autorizzazione
alla
riproduzione
concessa)
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