.. .. edizione del

.. ....

testata e logo di Macondo Tre
counter adozioni
 
il massacro di srebrenica
 
cronaca di una strage 
 

ultimo aggiornamento
24.07.08 16:49

 
 
canali
happrofondimenti
 
tutto sulla bosnia
 
 
banner film
 
 

la mappa di Srebrenica qui c'è il cimitero dei civili massacrati dalle forze serbo-bosniache la cittadina dove è avvenuto il massacro di migliaia di civili a opera delle forze serbo-bosniache Bratunac Ljubvija Zvornik È chiaro a tutti che all'inizio dell'estate del 1995 la guerra in Bosnia Erzegovina sta per finire. Le forze in campo cercano a tutti i costi di raggiungere sul campo gli obbiettivi sottoscritti tra il presidente della federazione jugoslava, Slobodan Milosevic, il presidente della comunità musulmana, Alija Izetbegovic e il presidente della Croazia, Franjo Tudjman, con l'assenso delle potenze internazionali: il 51% del territorio della Bosnia ai croato-musulmani e il restante 49% ai serbo-bosniaci. Unici ostacoli i quartieri della capitale Sarajevo in mano ai serbi e le zone protette dall'Onu, vale a dire Zepa, Goradze, Biach e Srebrenica, enclave musulmane in un territorio completamente in mano alla Repubblica Srpska. In particolare a Srebrenica, un tempo graziosa cittadina termale e di minatori, e nei suoi immediati dintorni vivono dal 1993 circa 40.000 bosniaci di religione musulmana, con una nutrita presenza di profughi e di persone espulse da altre città e paesi della regione. L'assedio è duro e spietato, mancano cibo e medicine e la popolazione è allo stremo; la presenza di un contingente (francese prima e olandese poi) dell'Unprofor nella vicina Potocari, costretto al non intervento dalle disposizioni internazionali, garantisce solo che la città non capitoli definitivamente.
Improvvisamente il 30 maggio del 1995 l'Onu dichiara che le forze di interposizione dei Caschi Blu in Bosnia debbano farsi da parte. Una scelta fatale, che testimonia l'ambiguità del Palazzo di Vetro nei confronti di Srebrenica: immediatamente, il 9 luglio, l'esercito serbo-bosniaco, guidato dal generale Ratko Mladic, inizia così a bombardare la città. I Caschi Blu, obbligati al non-intervento, cercano di convincere la popolazione musulmana Ratko Mladic-  copyright http://www.globalpolicy.orgad arrendersi, garantendo un intervento aereo della Nato che non arriverà mai. I serbo-bosniaci, che nel frattempo sono riusciti a farsi consegnare i loro armamenti dai Caschi Blu olandesi che temono una possibile rappresaglia nei loro confronti, entrano in città l'11 luglio a bordo dei blindati bianchi dell'Onu. La popolazione di Srebrenica si accorgerà dell'inganno troppo tardi. Radovan Karadzic -  copyright http://www.cnn.comLe due settimane successive vedono rastrellamenti, uccisioni, stupri e fughe in massa di donne, vecchi e bambini, soprattutto verso Tuzla. Quasi 10.000 uomini dai 12 ai 77 anni vengono fatti prigionieri dalle truppe di Mladic: moriranno tutti. Divisi in gruppi di centinaia vengono trasportati a bordo di camion nei centri vicini (Bratunac, Zvornik, Kravica), dove sono massacrati e sepolti in fosse comuni in gran segreto. La città, ormai svuotata dei propri abitanti, viene così presa d'assalto da famiglie serbo-bosniache, quasi tutte profughi a loro volta, che alterano completamente la cifra etnica della cittadina.
Inizialmente negato dalle autorità serbo-bosniache e jugoslave, ciò che è successo a Srebrenica è il pìù considerevole massacro della storia europea dalla fine della seconda guerra mondiale. Il Tribunale Penale Internazionale dell'Aja ha infatti catalogato la tragedia di Srebrenica come un vero e proprio genocidio. Fino a oggi circa 6.000 vittime sono state ritrovate fra i boschi e in fosse comuni; nel Memoriale di Potocari, al tempo stesso uno sterminato cimitero musulmano e un maestoso monumento alla memoria presso Srebrenica inaugurato nel 2003, Slobodan Milosevic -  copyright http://news.bbc.co.ukne sono sepolte circa 2.000, mentre oltre 4.000 corpi esumati aspettano ancora i risultati dei test del Dna eseguiti a Tuzla per essere ufficialmente identificati: un compito particolarmente diffcile, anche perché negli anni successivi alla strage i responsabili del massacro hanno fatto di tutto per nascondere le prove, svuotando molte fosse comuni originarie (primarie) e riseppellendo i cadaveri frazionati in più fosse comuni (secondarie) disseminate in un arco di 50 Km da Srebrenica.
I principali responsabili, come l'ex presidente della Republika Srpska Radovan Karadzic e il suo generale Ratko Mladic, sono stati accusati dal tribunale dell'Aja come criminali di guerra, ma sono attualmente latitanti, potendo contare ancora su connivenze e protezioni. Solo Slobodan Milosevic, presidente serbo della ex Federazione Jugoslava, è attualmente detenuto nella città olandese anche se, in relazione a questo specifico capo di accusa, nega di aver avuto alcun ruolo nel massacro. Radovan Krstic, infine, braccio destro di Mladic, è stato condannato in via definitiva con l'accusa di essere stato uno dei principali responsabili dei fatti di Srebrenica.
Ancora oggi Srebrenica è una città spettrale, dove i segni dei bombardamenti e delle violenze sono tuttora visibili, dove mancano le infrastrutture più basilari e dove l'economia è quasi del tutto azzerata. Il governo ha comunque avviato un'opera di rientro graduale delle famiglie musulmane sfollate, anche se il processo si rivela di non facile attuazione, a causa del fatto che la maggior parte delle case non sono ancora state ricostruite.
 
dossier srebrenica
 
le courrier des balkans
 
 
osservatorio sui balcani
 
la bosnia da karadzic a ashdown
srebrenica: un genocidio europeo
bosnia, maggio 2004 - 2
la bosnia al bivio
republika srpska: la chiesa della discordia
bosnia erzegovina: alla ricerca della verità sugli scomparsi
bosnia erzegovina: il paese delle fosse comuni
mladic e karadzic caccia ai fantasmi
srebrenica, dieci anni dopo
srebrenica, la memoria e il presente
tuzla, plaza de mayo
gli scomparsi di srebrenica
srebrenica, oltre il trauma
srebrenica a belgrado
srebrenica l'evidenza dei fatti
ombre su srebrenica
un giorno a potocari
srebrenica, fotografie scomode
il caso srebrenica: 1995-2005
il rapporto su srebrenica: un'occasione sprecata
srebrenica: il maxi processo inizia senza gli imputati chiave
al di là del caos
srebrenica: diritto e disinformazione
via da srebrenica

tuzla, 11 marzo 2007
lettera aperta su srebrenica
i figli di srebrenica
zone d'ombra
la gente di srebrenica
 
notizie est-balcani
 
 
il logo di Peace Reporter
 
 
 
 
 
indirizzo e recapito telefonico
clicca qui per i credits e i copyright
pulsante rss -