L'11
luglio
del
1995
Srebrenica,
ufficialmente
zona
protetta
dalle
Nazioni
Unite,
si
è
transformata
nel
luogo
del
massacro
più
grande
avvenuto
sul
territorio
europeo
dalla
fine
della
Seconda
Guerra
Mondiale.
In
quel
giorno
l'esercito
serbo-bosniaco
guidato
dal
generale
Mladic
è
entrato
nella
cittadina
della
Bosnia
nord-orientale,
un
tempo
famosa
per
le
sue
miniere
e
per
il
suo
centro
termale,
dopo
due
anni
e
mezzo
di
durissimo
assedio.
Nonostante
la
presenza
di
un
contingente
di
caschi
blu
dell'Onu,
di
stanza
nella
vicina
Potocari
a
difesa
dell'enclave
musulmana,
i
serbo-bosniaci
si
rendono
responsabili
di
un
vero
e
proprio
genocidio,
uccidendo
circa
10.000
persone,
quasi
tutti
uomini
in
età
fertile.
Mentre
ancora
oggi
i
ricercatori
continuano
a
esumare
i
corpi
dalle
centinaia
di
fosse
comuni
sparse
in
tutto
il
territorio
bosniaco,
nascono
spontanee
alcune
domande.
Come
è
stato
possibile
questo
genocidio?
Cosa
hanno
fatto
le
truppe
dell'ONU
a
difesa
dell'enclave?
Cosa
dovrebbe
fare
la
comunità
internazionale
nei
confronti
di
questo
eccidio?
Può
l'orrore
di
questi
crimini
essere
dimenticato
in
qualche
maniera
dai
sopravvisssuti?
La
Thirteen/WNET
di
New
York
presenta
Srebrenica:
urla
dalla
tomba,
(Srebrenica:
A
Cry
from
the
Grave)
uno
straordinario
documentario
di
90
minuti,
finora
inedito
in
Italia,
che
ha
il
merito
di
aver
denunciato
per
la
prima
volta
questa
orrenda
carneficina.
Una
pellicola
arricchita
dalle
testimonianze
di
chi
si
trovava
sul
posto
in
quei
terribili
giorni,
dai
sopravvissuti
ai
soldati
serbi,
dalle
vittime
ai
mediatori
di
pace.
Il
documentario,
diretto
da
Leslie
Woodhead
e
prodotto
dalla
BBC,
nel
1999
ha
vinto
il
prestigioso
Special
Jury
Award
all'Amsterdam
International
Documentary
Film
Festival. |