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il massacro di srebrenica raccontato a teatro
 
di laura guglielmi - dal secolo xix del 29-11-2003
 

ultimo aggiornamento
10.01.08 11:17

 
 
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Titolo completo: Il massacro di Srebrenica raccontato a teatro
 
"A come Srebrenica" è il monologo di Giovanna Giovannozzi, Roberta Biagiarelli e Simona Gonella che andrà in scena stasera alle ore 21 nell'auditorium della Dialma Ruggero a Fossitermi.
Presentato dalle associazioni umanitarie "Macondo Tre" e "Babelia & c" lo spettacolo, attraverso la voce narrante di Roberta Biagiarelli, racconta il massacro avvenuto a partire dall'11 luglio 1995, per settimane, nella città di Srebrenica: un tempo graziosa città termale e di minatori, all'inizio dell'estate del '95 è tra le zone protette dall'Onu, enclave musulmana in un territorio in mano alla repubblica Srpska.
Con il ritiro dei Caschi Blu Onu, ordinato a fine maggio, il 9 luglio l'esercito serbo-bosniaco, guidato dal generale Ratko Mladic, inizia a bombardare la città: invitata dai Caschi Blu alla resa, in attesa di un intervento aereo della Nato che non arriverà mai, la popolazione verrà massacrata nei giorni successivi dai serbo-bosniaci, entrati in città l'11 luglio a bordo dei blindati bianchi dell'Onu.
Doppiamente ingannati, i cittadini di Srebrenica subiranno rastrellamenti, uccisioni e stupri, con un esodo in massa di donne, vecchi e bambini soprattutto verso Tuzla. Verranno uccisi quasi 8.000 uomini tra i 14 e i 70 anni, trasportati a bordo di camion nei centri vicini dove verranno massacrati e sepolti segreetamente in fosse comuni: ad oggi ammontano a circa 5.000 le vittime sepolte nei boschi, nelle fosse comuni e nel Memoriale di Potocari.
Il massacro, inizialmente negato dalle autorità serbo-bosniache e jugoslave, è uno dei più considerevoli avvenuti nella storia europea dopo la fine della seconda guerra mondiale: attualmente latitanti i principali responsabili, il presidente della repubblica Serpska Radovan Karadzic ed il generale Mladic, mentre Slobodan Milosevic, presidente serbo dell'ex Federazione Jugoslava, attualmente detenuto all'Aja, nega di avere avuto parte alcuna nell'eccidio.
 
© 2004 - Elena Marengo
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