"A
come
Srebrenica"
è
il
monologo
di
Giovanna
Giovannozzi,
Roberta
Biagiarelli
e
Simona
Gonella
che
andrà
in
scena
stasera
alle
ore
21
nell'auditorium
della
Dialma
Ruggero
a
Fossitermi.
Presentato
dalle
associazioni
umanitarie
"Macondo
Tre"
e
"Babelia
&
c"
lo
spettacolo,
attraverso
la
voce
narrante
di
Roberta
Biagiarelli,
racconta
il
massacro
avvenuto
a
partire
dall'11
luglio
1995,
per
settimane,
nella
città
di
Srebrenica:
un
tempo
graziosa
città
termale
e
di
minatori,
all'inizio
dell'estate
del
'95
è
tra
le
zone
protette
dall'Onu,
enclave
musulmana
in
un
territorio
in
mano
alla
repubblica
Srpska.
Con
il
ritiro
dei
Caschi
Blu
Onu,
ordinato
a
fine
maggio,
il
9
luglio
l'esercito
serbo-bosniaco,
guidato
dal
generale
Ratko
Mladic,
inizia
a
bombardare
la
città:
invitata
dai
Caschi
Blu
alla
resa,
in
attesa
di
un
intervento
aereo
della
Nato
che
non
arriverà
mai,
la
popolazione
verrà
massacrata
nei
giorni
successivi
dai
serbo-bosniaci,
entrati
in
città
l'11
luglio
a
bordo
dei
blindati
bianchi
dell'Onu.
Doppiamente
ingannati,
i
cittadini
di
Srebrenica
subiranno
rastrellamenti,
uccisioni
e
stupri,
con
un
esodo
in
massa
di
donne,
vecchi
e
bambini
soprattutto
verso
Tuzla.
Verranno
uccisi
quasi
8.000
uomini
tra
i
14
e
i
70
anni,
trasportati
a
bordo
di
camion
nei
centri
vicini
dove
verranno
massacrati
e
sepolti
segreetamente
in
fosse
comuni:
ad
oggi
ammontano
a
circa
5.000
le
vittime
sepolte
nei
boschi,
nelle
fosse
comuni
e
nel
Memoriale
di
Potocari.
Il
massacro,
inizialmente
negato
dalle
autorità
serbo-bosniache
e
jugoslave,
è
uno
dei
più
considerevoli
avvenuti
nella
storia
europea
dopo
la
fine
della
seconda
guerra
mondiale:
attualmente
latitanti
i
principali
responsabili,
il
presidente
della
repubblica
Serpska
Radovan
Karadzic
ed
il
generale
Mladic,
mentre
Slobodan
Milosevic,
presidente
serbo
dell'ex
Federazione
Jugoslava,
attualmente
detenuto
all'Aja,
nega
di
avere
avuto
parte
alcuna
nell'eccidio.
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