Da
diversi
anni
ormai
il
Laboratorio
di
Storia
delle
Istituzioni
Scolastiche
Mont
Rose
A e
Walser
Mont
Rose
B
promuove
ed
attua
iniziative
su
vari
argomenti,
in
special
modo
ricordando
due
momenti
significativi
della
nostra
storia
contemporanea:
la
liberazione,
da
parte
delle
truppe
sovietiche,
del
campo
di
sterminio
di
Auschwitz
il
27
gennaio
1945
e l’inizio
dell’insurrezione
che
portò
alla
fine
della
guerra
ed
alla
liberazione
dell’Italia
dall’oppressione
nazifascista
il
25
aprile
1945.
La
prima
data,
ricordata
da
una
legge
del
20
luglio
2000
della
Repubblica
Italiana,
vuole
essere
un
momento
di
ricordo
ma
anche
di
riflessione
su
quella
tragedia
enorme
che
fu
la
Shoah
e che
sembra
riemergere
talvolta
in
dichiarazioni
folli,
in
insulti
razzisti
ed
in
atteggiamenti
di
emarginazione
e di
sopraffazione.
Per
il
27
gennaio
2006
il
Laboratorio
propone
due
momenti,
diversificati
nella
loro
presentazione,
ma
unitari
nella
tematica
e nella
progettualità
che
li
lega.
Saranno
distribuite,
a ogni
alunno,
due
cartoline
riproducenti
la
prima
un
disegno
od
una
fotografia
riferiti
alla
tragedia
della
deportazione
nell’ultimo
conflitto
mondiale.
Le
immagini
utilizzate
sono
disegni
prodotti
dai
ragazzi
delle
due
Istituzioni
Scolastiche
e pubblicati
nei
fascicoli
distribuiti
in
occasioni
delle
precedenti
edizioni
del
Giorno
della
Memoria.
La
seconda
cartolina
riguarderà
invece
una
fotografia
riferita
ad
una
tragedia
di
pochi
anni
fa,
quella
di
Srebrenica,
nella
Bosnia-Erzegovina
(vedi
in
fondo
alla
pagina).
Il
Tribunale
Internazionale
dell’Aja
pervedi
in
basso
la
ex-Jugoslavia,
istituito
dall’Onu
il
25
maggio
1993,
ha
definito,
per
la
prima
volta
dalla
fine
della
seconda
guerra
mondiale,
con
il
termine
di
genocidio,
la
strage
avvenuta
nella
cittadina
bosniaca
nel
luglio
del
1995.
Migliaia
di
civili,
tra
i 7.500
e i
10.000,
furono
uccisi
nel
giro
di
una
settimana
dalle
truppe
serbo-bosniache
del
generale
Mladic,
tuttora
ricercato
come
criminale
di
guerra.
Queste
fotografie
non
rappresentano
scene
cruente;
sono
immagini
di
bambini
dei
villaggi
attorno
alla
città
di
Tuzla,
a 50
km
da
Srebrenica,
dove
si
rifugiarono
i sopravvissuti
al
massacro.
Sono
state
scattate
da
Ciro
Cortellessa,
dell’associazione
umanitaria
Macondo
Tre
della
Spezia,
che
nell’ottobre
2004
ha
aperto
a Tuzla
un
ambulatorio
pediatrico
per
bambini
senza
assicurazione
sanitaria.
Una
fotografia
rappresenta
l’ingresso
di
questa
struttura,
aperta
per
ora
solo
il
sabato
dalle
7,30
alle
15
(Per
maggiori
informazioni
www.macondo3.org).
Le
cartoline
si
potranno
tenere
nel
diario,
incollare
su
un
libro,
colorare
ma
anche
spedire
a una
amica
o alla
nonna,
alla
vicina
di
casa
ma
anche
al
bisnonno
che
aveva
l’età
dei
nostri
alunni
quando
c’era
la
guerra;
all’allenatore
del
gruppo
sportivo
o all’insegnante
del
corso
di
musica
che
si
frequenta;
alla
parrucchiera
della
mamma
e al
parroco,
agli
amici
dell’oratorio
e a
quella
bambina
o ragazzino
che
ti
sono
sempre
piaciuti
anche
se
non
hai
mai
avuto
il
coraggio
di
dirglielo;
a tutti
insomma.
È
anche
questo
un
modo
per
ricordare
gli
orrori
di
ieri
e di
oggi,
ma
anche
per
dare
speranza
ed
un
futuro
diversi
a chi,
come
i bambini
delle
cartoline,
non
ha
colpe.
La
seconda
attività
proposta
riguarderà
la
serata
di
venerdì
27
gennaio
2006.
Alle
ore
21,
in
collaborazione
con
la
Biblioteca
di
Pont
Saint
Martin,
ci
sarà
a Villa
Michetti
la
proiezione
del
filmato
Il
cielo
sopra
Srebrenica
con
la
presenza
degli
autori,
Ciro
Cortellessa
e Marco
Della
Croce.
Nel
corso
della
serata
sarà
presentato,
a cura
dell’autore
Luca
Leone,
il
libro
Srebrenica,
i giorni
della
vergogna.
Sarà
possibile
acquistare,
per
chi
lo
volesse,
copie
del
filmato,
del
libro
e del
catalogo
della
mostra
fotografica
Hallo
Ibrahim.
Il
ricavato
servirà
per
prolungare
l’orario
di
apertura
dell’ambulatorio
pediatrico
di
Tuzla.
Si
parla
di
educazione
alla
convivenza
ed
alla
cittadinanza
nelle
indicazioni
nazionali
e riteniamo
che
questi
valori
saranno
presenti
nelle
forme
e nelle
attività
che
come
insegnanti
riterremo
opportuno
svolgere
nei
prossimi
giorni.
I disegni
delle
cartoline
sono
stati
prodotti
dai
bambini
delle
nostre
Istituzioni
Scolastiche
e ci
fanno
vedere
il
modo
attraverso
cui
piccoli
esseri
umani
hanno
immaginato
e rappresentato
l’orrore
di
Auschwitz.
Chiediamo
a tutti
i docenti
di
valorizzare
questo
aspetto
nel
presentare
l’iniziativa
nelle
varie
classi;
pensiamo
che
questo
possa
essere
un
ponte
vero
di
pace
e di
fratellanza
verso
altri
bambini,
quelli
che
ci
guardano
seri
dalle
cartoline.
Perché
nessuno
di
loro
debba
mai
più
passare
per
un
camino.
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