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tuzlanska amica
 
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ultimo aggiornamento
10.01.08 11:29

 
 
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Durante il conflitto bosniaco il cantone di Tuzla è stato dichiarato enclave per tutti i profughi provenienti dalle zone di Srebrenica, Bratunac e altre città della zona di Podrinje. il logo di tuzlanska amicaSono stati 160.000 i profughi ospitati dal cantone di Tuzla, con grande difficoltà, sia per l'endemica disoccupazione (solo il 30% della popolazione locale ha un lavoro, mentre tra i profughi la disoccupazione raggiunge il 95%), sia per la mancanza di spazi abitativi. I Centri Collettivi (campi profughi) sono quindici, uno dei più grandi, in località Mihatovici, 15 Km da Tuzla, ha ospitato fino a duemila profughi, e tutt'ora non è dotato di acqua corrente.
Tuzlanska Amica nasce a Tuzla nel 1994. È formata da un'équipe di donne, tra cui psicologi e medici, e offre assistenza alle donne e ai loro bambini, aiutandoli a superare i traumi subiti durante la guerra. La struttura è uno dei risultati del progetto Ponti di donne attraverso i confini, portato avanti dall'associazione bolognese Spazio pubblico di donne, grazie anche a un finanziamento iniziale dell'Unione Europea, al quale si sono aggiunti contributi dal Comune di Bologna e da altri enti ed istituzioni nazionali. L'obiettivo primario era quello di offrire aiuto e supporto psicologico alle donne rimaste vittime di stupri etnici. La struttura è anche un centro di documentazione e ricerca sulla condizione femminile. In questi ultimi anni, tuttavia, il massiccio arrivo dei profughi e l'alto numero di bambini orfani ha fatto sì che l'intervento abbia dovuto essere orientato verso aiuti di tipo umanitario e di prima necessità, primo tra tutti il progetto "I bambini hanno bisogno di una famiglia".
Tuzlanska Amica è formata da circa venti persone, prevalentemente donne di diverse etnie, in grado di rispondere a bisogni di tipo psicologico e sanitario. Responsabile di Tuzlanska Amica è la neurospichiatra Irfanka Pasagic, originaria di Srebrenica, e quindi profuga anch'essa. È stata ospite del 10° Congresso delle Nazioni Unite tenutosi a Vienna il 14 Aprile 2000, dove si è trattata, tra le altre, la sindrome Ptsd (Post traumatic stress disorder), di cui sono affetti circa 1.500.000 bosniaci (fonte Who). Nel luglio 2005 ha ricevuto a Bolzano il premio Alexander Langer per la sua instancabile e preziosa attività.
Nel 1997 si è esaurito il finanziamento dell'Ue, ed è terminato il programma degli aiuti alimentari, ma il progetto ha continuato ad essere sostenuto grazie ai Cralt Telecom Emilia Romagna e Liguria, all'associazione Affido per Affido di Bagnolo in Piano (Re), all'associazione Adottando (Bo) e, appunto, a Macondo Tre (Sp). Attualmente i bambini facenti parte del progetto I bambini hanno bisogno di una famiglia sono circa 900.
la casa famiglia di TuzlaIl giorno 8 ottobre 2005 Tuzlanska Amica ha finalmente inaugurato la Casa-Famiglia a Tuzla, indirizzata ai ragazzi che al compimento di 18 anni devono uscire dall’orfanatrofio. L'acquisto e la ristrutturazione della Casa-Famiglia è stata resa possibile dalla Regione Emilia Romagna, dall'associazione Adottando e dalle altre associazioni che collaborano con Tuzlanska Amica. Ma soprattutto è stata resa possibile dal grandissimo impegno e dalla tenace dedizione di questo gruppo di persone straordinarie. I bambini che usciranno dall'orfanatrofio avranno così una speranza in più per entrare nel mondo degli adulti.
Dal 3 al 9 giugno 2007 Tuzlanska Amica ha anche organizzato, in occasione dei suoi primi 15 anni di attività, la settimana dei bambini, una manifestazione dedicata agli amici italiani che cooperano con questa associazione: qui il programma ufficiale.
Per chi volesse mettersi in contatto con Tuzlanska Amica la casella di posta elettronica è tz-amica@bih.net.ba.
 
 
 
 
 
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