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Alle
13
e 30
Roberta
(attrice)
e Giovanni
(tecnico
luci) arrivano
a Sinnai.
Giovanni
è
di
casa,
è
stato
in
Sardegna
tante
volte.
Roberta
mostra
i segni
di
un
periodo
di
duro
lavoro,
avanti
e indietro
per
l'Italia.
Piove
e fa
freddo,
un
tempo
da
cani,
e Roberta
sembra
pensare:
ci
mancava
anche
la
Sardegna
adesso...
Andiamo
a mangiare
qualcosa,
parliamo
del
più
e del
meno,
facciamo
una
passeggiata,
prendiamo
possesso
del
B&B.
Sempre
la
stessa
musica,
sembra
continuare
a pensare
Roberta.
E
dove
cavolo
sarà
andato
il
mitico sole
della
Sardegna...
Alla
vista
del
teatro
però
cambia
faccia,
lo
osserva,
lo
studia
a fondo,
sale
sul
palco
e senza
perdere
tempo
prepara
le
sue
cose.
Apre
un
piccolo zainetto
che
doveva
essere
di
Eta
Beta
e tira
fuori
TUTTA
la
scenografia
di
A
come
Srebrenica.
La
osservo
in
silenzio,
lei
si
concentra
sempre
di
più,
sono
le
quattro
del
pomeriggio
e mancano
cinque
ore
allo
spettacolo.
Ci
concediamo
tutti
un'ora
di
pausa
(una
manna)
e così
inizia
la
fase
finale
dell'avventura
di
Macondo
Tre
a Sinnai
con
Roberta
Biagiarelli.
Alle
17,00
sono
a casa
di
Federica
che
sta
lavorando
al
banchetto
di
Macondo.
Ci
raggiunge
Alida
con
il
suo
salvadanaio
(vedi
foto)
e alle
18
siamo
in
teatro
a montare
tutto.
Roberta
conferma
il
suo
feeling
con
il
palco
e prova
a pezzi
lo
spettacolo.
Intanto
arriva
Giorgio
(PG
per
gli
amici)
impeccabile
come
sempre
e il
gruppo
comincia
a compattarsi.
Più
tardi
arriva
Fulvia,
con
il
suo
solito
codazzo
di
persone
al
seguito
e Raffaele
(con
Gabri),
serio
e teso
perchè
lui,
da
bravo
attore
e uomo
dal
fiuto
fine,
sente
prima
di
tutti
che
sarà
una
serata
forte.
Arrivano
203
persone,
poche
per
una
serata
di
beneficenza,
ma
moltissime per
il
nostro
orgoglio.
Eppure
alla
fine
della
rappresentazione
non
si
sentiva
un
respiro.
Roberta
ha
letteralmente
gelato
la
platea,
rendendo
davvero
difficile
iniziare
il
dibattito finale.
Non
c'è
tempo
per
fare
tante
domande,
Roberta
ci
racconta
la
sua
storia,
le
sue
idee,
i suoi
progetti.
Ci
dice
di
andare
in
Bosnia,
di viaggiare
nei
Balcani
perchè
solo
così
si
può
realmente
capire
se
e cosa
vogliamo
fare
per
questi
popoli.
Almeno
sessanta
persone,
stregate
dalla
Biagiarelli,
ci
hanno
seguiti
nel
locale
dove
ci
aspettava
la
cena.
Compresa
Anna,
la
vivace
giornalista
che
ha
smesso
di
fare
domande
solo
alle
3 passate,
stroncata
dalle
fatiche
della
lunga
giornata.
Nei
giorni
successivi
abbiamo
avuto
modo
di
parlare
tanto
con
Roberta
che,
visto
il
sole
che
iniziava
a fare
capolino,
non
ha
avuto
il
coraggio
di
ripartire
subito.
Complici
un
pò
le
belle
spiagge,
il
sole
e l'aria
di
vacanza
Roberta ha
lasciato
la
Sardegna con
una
faccia
diversa, a
testimonianza
del
fatto
che,
anche
per
lei,
sono
stati
forse
giorni positivi.
A
come
Srebrenica
a Sinnai
ha
lasciato
un
segno,
così
come
la
sua
brava
protagonista.
E non
escludo
che
la
direzione
del
nuovo
teatro
civico
possa
chiederle
di
tornare
presto
a raccontarci
un'altra
storia.
Grazie
mille
Roberta
e grazie
a tutti
quelli
che sono
stati con
noi
il 3
Giugno
a Sinnai.
A
si
biri
a tottus! |