Non so in quanti abbiano prestato attenzione alla notizia, apparsa in questi giorni su molte testate nazionali, ma non ripresa dalle televisioni, che in Austria è stato arrestato Jovan Divjak, una grande e positiva figura del recente conflitto serbo-bosniaco, che scelse di rimanere a combattere accanto alla cittadinanza nell'assedio di Sarajevo durante la guerra degli anni '90, incurante di ogni appartenenza etnica, e che in seguito continuò a impegnarsi per aiutare le vittime del conflitto a prescindere dalla loro connotazione etnico-religiosa.
Vorrei ricordare che Jovan Divjak è stato quattro anni fa ospitato alla Spezia, invitato nella nostra città dalla Onlus che ho l'onore di presiedere – Macondo Tre – in collaborazione con Emergency e l'Incontro. Fu una grande serata quella del 5 ottobre 2007 in cui presentammo il libro di Divjak “Sarajevo, mon amour” dell'Infinito edizioni: una di quelle serate magiche che ti consentono di allacciare un legame non banale con una persona speciale, che aveva tanto da dire, emozioni da condividere, idee buone e fertili da regalare a piene mani.
Ricordando quella sera Macondo Tre si augura la pronta liberazione di Divjak da parte delle autorità austriache in conseguenza a una risposta negativa al mandato internazionale emesso dalla Serbia. Un'azione strumentale e meramente politica, quest'ultima, contraria a ogni auspicabile processo di autentica pacificazione della zona balcanica.
Enrica Salvatori
presidente di Macondo Tre